2. SS. Trinità dei Monti - S. Atanasio (
Fonte: Le chiese di Roma dal secolo IV al XIX di Mariano Armellini
pubblicato dalla Tipografia Vaticana 1891)
"È la chiesa del Collegio Greco posta nella via del
Babuino. Fu edificata sotto Gregorio XIII l' anno 1577,
allorchè fu fondato il detto Collegio. Architetto della
chiesa fu Giacomo Della Porta. L' lkk è diviso, secondo il
rito greco, dall' iconostasi.
Luigi XI re di Francia, caduto gravamente malato e disperando
della salute, fece chiamare a sè il celebre eremita di
Paola in Calabria, Francesco, detto l'uomo santo da' suoi medesimi
contemporanei, affinchè prodigiosamente lo guarisse.
Invitato dal papa Sisto IV, perchè si conducesse alla corte
del re di Francia, Francesco venne in Roma e dicesi che passando
sulle colline del Pincio predicesse che ivi un giorno sarebbe
sorto un convento de' suoi religiosi, detti i Minimi. Giunto in
Francia, ricevette onori sovrani da quella corte; e dopo la morte
di re Luigi, Carlo VIII, preso di ammirazione pel santo di Paola,
scrisse al suo ambasciatore in Roma perchè cercasse in
questa città un luogo in cui si potesse edificare un
convento di Minimi. La scelta cadde sopra un' area che era allora
vigna d' un veneziano chiamato Daniele Barbaro, il quale vendette
il suo fondo all' oratore, e Carlo VIII ratificò la
vendita. Nel 1493 si gettarono le fondamenta del nuovo monastero,
p340che fu proseguito colle offerte di Luigi XII, il quale vi
elargì regali elemosine. Attese alla fabbrica con grande
zelo il card. Briçonnet, il quale fece persino venire da
Narbona le pietre da taglio per l' altar maggiore della chiesa, e
le vetrate stesse delle finestre colle imagini di s. Giusto e di
s. Pastore. Giulio II concorse alle spese della fabbrica; nel 1507
i religiosi tennero nel monastero il 1o capitolo generale. Leone X
promulgò un breve d' indulgenza per chi avesse concorso
alla prosecuzione di quei lavori. Enrico II donò al
monastero terreni e vigne nei luoghi adiacenti che comprò a
sue spese. Enrico III anche egli fu generoso verso il monastero
suddetto, cui donò 6000 tornesi per compire il vasto
fabbricato. Tra i benefattori italiani è da ricordare poi
il marchese Angelo de' Massimi, mente ottenne una delle cappelle
della chiesa, che fece dipingere da Giulio Romano e da Pierin del
Vaga. Sisto V, avendo fatto una via di comunicazione fa questo
tempio e la sua via Felice, fece demolire l' antica e ripida
gradinata della chiesa, e a sue spese fece farne un' altra innanzi
alla piazza. Nel saccheggio di Roma sotto il principe Orange la
chiesa e il convento subirono danni ingenti; nel 1587º il p.
Albert fece dipingere la vita di s. Francesco di Paola da artisti
diversi nel chiostro, e nel 1611 fu comprata e congiunta al
convento la vl del Pino, detta Villa Malta, e fu stabilito sul
campanile della chiesa il primo orologio alla francese. Clemente
VIII eresse la chiesa a titolo cardinalizio. Molti illustri
personaggi qui furono sepolti, fra i quali sono da ricordare
Lucrezia della Rovere nipote di Giulio II, morta nel 1552, cui fu
ceduta la cappella dell' Assunta, la quale era la prima a destra
entrando in chiesa; il card. Rodolfo Pianta, principe di Carpi,
sepolto nel 1564 nella cappella fondata da donna Cecilia Orsina
Franciotti sua cognata;
Antonio Lomellini nel 1569; Camillo de' Massimi, il card. Carlo de
Grassis nel 1571, che fu il settimo dei cardinali ivi spei; Giulio
Gentili, Federico Donati di Correggio, medico di s. Pio V, morto
nel 1569; nel 1577 vi fu sepolto un certo Bramante; nel 1579 vi fu
deposto un arcivescovo di casa Massimi, di cui s' ignora il nome e
la sede, perchè posto senza epitaffio. Da s. Giovanni de'
Fiorentini vi fu trasferito il corpo di Giov. Batt. Altoviti e
quelli della sua famiglia.
Le cappelle della chiesa nel secolo XVI erano le
seguenti:
1. Cappella dell' Assunta, eretta nel 1513 dal card. Pucci,
ornata d' affreschi da Pierin del Vaga.
2. Cappella della Deposizione della Croce, eretta nel
1526, dipinta da Daniele da Volterra, che apparteneva agli
Orsini.
3. Cappella della Vergine e di s. Giovanni Evangelista, eretta
dai Cardelli nel 1530.
4. Cappella di s. Girolamo e di s. Enrico, eretta nel 1537
e comprata da donna Cecilia Orsini.
5. Cappella della s. Concezione, eretta nel 1532, ora del
Sacro Cuore, della famiglia de Turchis.
6. Cappella della Coronazione, dipinta da Taddeo Zuccari e
finita da Federico suo fratello.
7. Cappella di s. Francesco di Paola, concessa nel 1605 a
Marco Antonio Colonna, che fu rinunziata da suo figlio, morto il
padre; nel 1607 fu data ai Verospi, dai quali passò ai
baroni Gavotti; finchè fu acquistata dalle religiose del
sacro Cuore. Presso quella cappella fu sepolto il card. Luca
Antonio Virili, morto nel 1634. Egli avea donato alla medesima
quattro candelabri di argento ed un busto di s. Francesco di Paola
pure di a; oggetti di gran valore, che nel 1796, per ordine di Pio
VI, furono mandati alla zecca.
8. Cappella di s. Elena, che era degli Orsini.
9. Cappella del Crocifisso, data ai Borghese.
10. Cappella di s. Giovanni, degli Altoviti.
Alla fine del secolo XVI e sul principio del XVII nacquero
gravi dissenzioni iin seno dell' ordine dei Minimi, fra la
comunità calabrese e i superiori francesi. Nel 1624 i
religiosi calabresi si ritirarono nella chiesa di s. Andrea delle
Fratte, finchè nel 1798 venne definitivamente abbandonata
dall' ordine, in seguito della dominazione francese. L' unico
religioso francese paolotto rimasto in s. Trinità fu il p.
Brunone Montnaird che si ritirò in s. Maria della Luce in
Trastevere, e morì nella prima metà di questo
secolo. Nell' annessa casa i ritratti dei re di Francia dipinti
nel chiostro sono opera di Avanzino Nucci, ed il refettorio fu
architettato e dipinto dal celebre fratel Pozzi gesuita. La chiesa
e la casa annessa venne data da Carlo alle religiose del s. Cuore
fondate dalla ven. M. Barat, che ivi hanno un istituto di
educazione per le giovinette."