Cappelle Orsini

 

San Giovanni in Laterano

 

 

 
1. Cappella Orsini
2. Cappella Torlonia
3. Cappella Massimo
4. Cappella Corsini
5. Cappella Colonna
 
 

SS. Trinità dei Monti

 

1. La Cappella Orsini o Cappella della Deposizione della Croce
 
"La cappella venne concessa nel 1526 all'arcivesco Aldobrandino Orsini* e da quelli alla nipote Elena, che commissimò la decorazione a Daniele da Volterra nel 1545. Anche questo ciclo decorativo, come quello della Cappella Della Rovere, della cappella Pucci e della Cappella Massimo, raggiunse esiti formali di grande bellezza, testimonianza superba del manierismo romano, ancora fortamente influensato dall'arte di Michelangelo. Andò perduto quando nel sec. XIX venne staccato durante l'occupazione francese. Rimane solo la Deposizione dalla Croce, attualmente spostata nella cappella accanto (Aldobrandini Bonfil). I dipinti attuali risalgono all'Ottocento e sono di gusto nazareno." (Chiesa Trinità dei Monti)
"La chapelle fut attribuée en 1526 à l'archevêque Aldobrandino Orsini et ensuite à la nièce Hélène qui confia la décoration à Daniel Volterra en 1545. Le cycle décoré, comme celui de la chapelle de la Rovere, de la chapelle Pucci et de la chapelle Massimo avait atteint une grande beauté, magnifique témoignage du manièrisme romain, encore fortement influencé par l'art du Moyen-Age. Il fut perdu quand au XIXe siècle les fresques furent détachées durant l'occupation française. Il resta seulement la Déposition de Croix, actuellement déplacée dans la chapelle voisine (Aldobrandini Bonfil). Les peintures actuelles sont de l'Ottocento et sont de style nazaréen." (Chiesa Trinità dei Monti)
* Aldobrandino Orsini era arcivescovo emerito di Nicosia
Altare
Philip Veit, Immacolata Concezione (1830)
Parete Destra (MAGNIFICAT ANIMA MEA DOMINUM)
Joseph Ernst Tunner, Visitazione, affresco (1830)
Giuseppe Lucchetti, Monumento funebre del cardinale Auguste de Rohan (1838)
Parete Sinistra (ECCE ANCILLA DOMINI)  
Joseph Ernst Tunner, Annunciazione, affresco (1830)
Nella cappella Aldobrandini Bonfil è collocata la celebre Deposizione dalla Croce di Daniele da Volterra: "Deposizione dalla Croce eseguita da Daniele da Volterra forse su disegno dello stesso Michelangelo, di cui era allievo. La pintura ha avuto una storia conservativa travagliata: dopo la rimozione del 1809 ad opera del resturatore Palmaroli, è stata di nuovo restaurata da Vincenzo Camuccini nel 1822, poi trasferita a Villa Medici e dopo la rivendicazione degli Orsini infine riporta in chiesa."
 
Altre cappelle della chiesa Trinità dei Monti: cappella Borghese, cappella Aldobrandini Bonfil, cappella di S. Francesco di Paola, cappella di Lucrezia Della Rovere.
 
 

2. SS. Trinità dei Monti - S. Atanasio ( Fonte: Le chiese di Roma dal secolo IV al XIX di Mariano Armellini pubblicato dalla Tipografia Vaticana 1891)

"È la chiesa del Collegio Greco posta nella via del Babuino. Fu edificata sotto Gregorio XIII l' anno 1577, allorchè fu fondato il detto Collegio. Architetto della chiesa fu Giacomo Della Porta. L' lkk è diviso, secondo il rito greco, dall' iconostasi.

Luigi XI re di Francia, caduto gravamente malato e disperando della salute, fece chiamare a sè il celebre eremita di Paola in Calabria, Francesco, detto l'uomo santo da' suoi medesimi contemporanei, affinchè prodigiosamente lo guarisse. Invitato dal papa Sisto IV, perchè si conducesse alla corte del re di Francia, Francesco venne in Roma e dicesi che passando sulle colline del Pincio predicesse che ivi un giorno sarebbe sorto un convento de' suoi religiosi, detti i Minimi. Giunto in Francia, ricevette onori sovrani da quella corte; e dopo la morte di re Luigi, Carlo VIII, preso di ammirazione pel santo di Paola, scrisse al suo ambasciatore in Roma perchè cercasse in questa città un luogo in cui si potesse edificare un convento di Minimi. La scelta cadde sopra un' area che era allora vigna d' un veneziano chiamato Daniele Barbaro, il quale vendette il suo fondo all' oratore, e Carlo VIII ratificò la vendita. Nel 1493 si gettarono le fondamenta del nuovo monastero, p340che fu proseguito colle offerte di Luigi XII, il quale vi elargì regali elemosine. Attese alla fabbrica con grande zelo il card. Briçonnet, il quale fece persino venire da Narbona le pietre da taglio per l' altar maggiore della chiesa, e le vetrate stesse delle finestre colle imagini di s. Giusto e di s. Pastore. Giulio II concorse alle spese della fabbrica; nel 1507 i religiosi tennero nel monastero il 1o capitolo generale. Leone X promulgò un breve d' indulgenza per chi avesse concorso alla prosecuzione di quei lavori. Enrico II donò al monastero terreni e vigne nei luoghi adiacenti che comprò a sue spese. Enrico III anche egli fu generoso verso il monastero suddetto, cui donò 6000 tornesi per compire il vasto fabbricato. Tra i benefattori italiani è da ricordare poi il marchese Angelo de' Massimi, mente ottenne una delle cappelle della chiesa, che fece dipingere da Giulio Romano e da Pierin del Vaga. Sisto V, avendo fatto una via di comunicazione fa questo tempio e la sua via Felice, fece demolire l' antica e ripida gradinata della chiesa, e a sue spese fece farne un' altra innanzi alla piazza. Nel saccheggio di Roma sotto il principe Orange la chiesa e il convento subirono danni ingenti; nel 1587º il p. Albert fece dipingere la vita di s. Francesco di Paola da artisti diversi nel chiostro, e nel 1611 fu comprata e congiunta al convento la vl del Pino, detta Villa Malta, e fu stabilito sul campanile della chiesa il primo orologio alla francese. Clemente VIII eresse la chiesa a titolo cardinalizio. Molti illustri personaggi qui furono sepolti, fra i quali sono da ricordare Lucrezia della Rovere nipote di Giulio II, morta nel 1552, cui fu ceduta la cappella dell' Assunta, la quale era la prima a destra entrando in chiesa; il card. Rodolfo Pianta, principe di Carpi, sepolto nel 1564 nella cappella fondata da donna Cecilia Orsina Franciotti sua cognata; Antonio Lomellini nel 1569; Camillo de' Massimi, il card. Carlo de Grassis nel 1571, che fu il settimo dei cardinali ivi spei; Giulio Gentili, Federico Donati di Correggio, medico di s. Pio V, morto nel 1569; nel 1577 vi fu sepolto un certo Bramante; nel 1579 vi fu deposto un arcivescovo di casa Massimi, di cui s' ignora il nome e la sede, perchè posto senza epitaffio. Da s. Giovanni de' Fiorentini vi fu trasferito il corpo di Giov. Batt. Altoviti e quelli della sua famiglia.
 
Le cappelle della chiesa nel secolo XVI erano le seguenti:
1. Cappella dell' Assunta, eretta nel 1513 dal card. Pucci, ornata d' affreschi da Pierin del Vaga.
2. Cappella della Deposizione della Croce, eretta nel 1526, dipinta da Daniele da Volterra, che apparteneva agli Orsini.
3. Cappella della Vergine e di s. Giovanni Evangelista, eretta dai Cardelli nel 1530.
4. Cappella di s. Girolamo e di s. Enrico, eretta nel 1537 e comprata da donna Cecilia Orsini.
5. Cappella della s. Concezione, eretta nel 1532, ora del Sacro Cuore, della famiglia de Turchis.
6. Cappella della Coronazione, dipinta da Taddeo Zuccari e finita da Federico suo fratello.
7. Cappella di s. Francesco di Paola, concessa nel 1605 a Marco Antonio Colonna, che fu rinunziata da suo figlio, morto il padre; nel 1607 fu data ai Verospi, dai quali passò ai baroni Gavotti; finchè fu acquistata dalle religiose del sacro Cuore. Presso quella cappella fu sepolto il card. Luca Antonio Virili, morto nel 1634. Egli avea donato alla medesima quattro candelabri di argento ed un busto di s. Francesco di Paola pure di a; oggetti di gran valore, che nel 1796, per ordine di Pio VI, furono mandati alla zecca.
8. Cappella di s. Elena, che era degli Orsini.
9. Cappella del Crocifisso, data ai Borghese.
10. Cappella di s. Giovanni, degli Altoviti.
 
Alla fine del secolo XVI e sul principio del XVII nacquero gravi dissenzioni iin seno dell' ordine dei Minimi, fra la comunità calabrese e i superiori francesi. Nel 1624 i religiosi calabresi si ritirarono nella chiesa di s. Andrea delle Fratte, finchè nel 1798 venne definitivamente abbandonata dall' ordine, in seguito della dominazione francese. L' unico religioso francese paolotto rimasto in s. Trinità fu il p. Brunone Montnaird che si ritirò in s. Maria della Luce in Trastevere, e morì nella prima metà di questo secolo. Nell' annessa casa i ritratti dei re di Francia dipinti nel chiostro sono opera di Avanzino Nucci, ed il refettorio fu architettato e dipinto dal celebre fratel Pozzi gesuita. La chiesa e la casa annessa venne data da Carlo alle religiose del s. Cuore fondate dalla ven. M. Barat, che ivi hanno un istituto di educazione per le giovinette."
 
 
 
Santa Maria d'Aracoeli
Secoli XIII - XVII
 

 
 

 
Cappella Della Valle - Orsini
Parete sinistra
(diritto riservato - foto The Australian National University)
 

 
Cappella Della Valle - Orsini
Parete destra
(diritto riservato - foto The Australian National University)
 

 
Tomba di Camillo Pardo Orsini (m. 1553)
Parete sinistra
(diritto riservato - foto The Australian National University)
 
  

 
Tomba di Vittoria Orsini (m. 1582)
Parete destra
(diritto riservato - foto The Australian National University)
 
 

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