Della Rovere - Orsini - Part I

"La figlia del papa. Giulio II e Felice Della Rovere iniziatori del Rinascimento romano"
Autore Murphy Caroline P.
Editore il Saggiatore 2007
Felice Della Rovere (1483- 1536), figlia naturale di papa Giulio II (Giuliano Della Rovere) (1443-1513) e di Lucrezia Normanni,
nel 1506 sposò Gian Giordano Orsini (1460-1517), duca di Bracciano, vedovo di Maria d’Aragona, figlia illegittima del re di Napoli.
 

 

La figlia del papa. Giulio II e Felice Della Rovere iniziatori del Rinascimento romano
Autore Murphy Caroline P.
381 p., ill., brossura
Editore il Saggiatore 2007
Prezzo: € 20.00
 
Descrizione I (Fonte Editore il Saggiatore)
 
"Quasi coetanea di Lucrezia Borgia, celebre figlia di papa Alessandro VI, Felice Della Rovere nacque, nel 1483, dall'unione illegittima tra il cardinale Giuliano e un'aristocratica romana. Crebbe in stretta vicinanza col padre, divenne uno degli strumenti più formidabili del suo potere, a fianco del padre lottò contro avversari agguerriti come i Borgia, in particolare contro Lucrezia, sua rivale per tutta la vita. Eletto papa, col nome di Giulio II, Giuliano della Rovere fece rientrare la scelta matrimoniale della figlia in una calcolatissima strategia di alleanze politiche. Alla fine, dopo cinque offerte di matrimonio, scandalosamente respinte dall'interessata, la scelta di Felice cadde su un esponente della più potente e ricca famiglia romana del tempo: Gian Giordano Orsini, duca di Bracciano. Grazie al titolo nobiliare acquisito, e per merito soprattutto delle sue formidabili qualità politiche e diplomatiche, la figlia illegittima di papa Giulio II si avviò a diventare la donna più influente e indipendente della Roma rinascimentale. Per circa un ventennio esercitò un potere ufficiale, ma anche occulto, senza precedenti. Oltre al potere, non fu meno grande il suo prestigio: nel Cortegiano, Baldesar Castiglione indica Felice della Rovere come modello di nobildonna saggia e avveduta. Si muoveva con facilità e destrezza nelle corti e negli ambienti artistici. Fu amica intima di Isabella d'Este e di Caterina de'Medici, condusse trattative di pace con Anna di Bretagna; alla morte del padre, le sue risorse diplomatiche dovettero misurarsi con Michelangelo, in particolare per la realizzazione della tomba di Giulio II, una delle vicende più lunghe e complicate di tutto il Rinascimento. Sorvegliava il lavoro di Michelangelo alla Cappella Sistina, quello di Bramante in San Pietro,
quello di Raffaello alle Stanze vaticane, dove Felice è raffigurata nell'episodio della Messa di Bolsena.
 
Caroline P. Murphy, studiosa del Rinascimento italiano, riscopre da un oblio inspiegabile una figura femminile di primo piano, una rotagonista di straordinaria modernità. La figlia del papa narra la vita pubblica e la quotidianità di una «principessa » machiavelliana, nel contesto ineguagliabile del Rinascimento romano allo stato nascente. "

 

Descrizione II (Fonte http://www.ibs.it internet bookshop)

 
"Nel Cinquecento che un ecclesiastico avesse figli non destava scalpore. Così Felice, nata nel 1483 e figlia illegittima del cardinale Giuliano della Rovere e di Lucrezia Normanni, crebbe indisturbata non lontano dallo sguardo del padre. Si sposò a soli quattordici anni, ma presto rimase vedova. Quando il padre divenne pontefice come Giulio II, rifiutò ben cinque offerte di matrimonio e accettò di risposarsi solo con un uomo che politicamente ed economicamente le offriva le maggiori opportunità: Gian Giordano Orsini. Grazie a numerose lettere di Felice, Caroline Murphy descrive dettagliatamente la vita della donna in casa Orsini e ciò che succede alla morte del marito. Per quasi vent'anni esercitò un'influenza straordinaria su papi e principi e, dopo il sacco di Roma, riottenne da Clemente VII gran parte delle sue proprietà con una sapiente azione diplomatica. "
  

Sommario
Editus Ursae