
1. Fonte "Gli Orsini, Signori di Forino" a cura di Paolo D'Amato 2006
Orso Orsini ( † 1479), tredicesimo Signore di Forino
"Raggiunse in Puglia il Re Ferrante d'Aragona che in quei luoghi guerreggiava e rese allo stesso "il ligio omaggio" con un spettacolare cerimoniale. "Condottosi Orso ai piedi di Fernando dopo d'aver stese le mani sul libro degli Evangeli, così disse: Io Orso Orsini, conte di Nola e della Tripalda, signor d'Ascoli di Lauro, di Forino e suoi territori a te Fernando e tuoi figliuoli e successori nel regno di Napoli prometto per me, miei figliuoli e successori in queste città, terre e confini miei, essere fedele, e che saran fedeli ai tuoi comandament e dei tuoi eredi i miei successori ad aver ubbidire in ciascun tempo e in ciascun luogo, e con queste città, terre, castelli popoli e confini dover essere sempre verso di te e di loro costanti in fedeltà ed in amore. E se mai in alcun tempo intenderò o saprò che alcun contra di te e dei tuoi eredi trami inganni, insidie o tradimento alcuno, avere a manifestarlo a te o a loro, e finalmente tutti quegli uffici dover sempre verso di te e di essi operare in casa e fuori, in pace e in guerra contra ciascun tuo nemico o ribelle, e per utile del tuo Regno quelle cose fare che per legge di natura e ragioni di vassallaggio è obbligato il buono e fedele vassallo. Ed in queste cose chiamo in testimonio Iddio e per questi Santi Evangeli scientemente volendo e non astretto, con l'animo e con le parole lo giuro. Questo detto levò le mani dal libro ed il Re prese allora le sue mani e unitale alle sue, avvinghiate le dita di ambedue insieme, riposero le mani al libro, e quivi, dopo aver detto alcune belle parole il Secretario, ricominciò Orso: io con i miei figliuoli e successori a Fernando mio Re e Signore, e suoi eredi e successori mi costituisco e dono. Dopo l'aver queste cose tre volte dette, baciò le mani al Re, il quale baciò lui graziosamente in faccia."
2. Fonte Litta Tavola XVI
"Il suo nome è onore di famiglia. Condottiere d'armi di fama molto distinta, andò a servire in Lombardia il duca di Milano presso Francesco Sforza, che seguì nella Marca d'Ancona. Estinti i Visconti nel 1447, continuò a militare presso i milanesi…si lasciò piegare alle istanze del cardinal Roverella* spedito da Pio II in favore degli Aragonesi e cambiò partito (lasciò il partito angioino). Servì d'allora in poi (1465) con molta fedeltà e cura il suo re Ferdinando I d'Aragona, e si trovò in tutti i fatti d'arme contro l'Angioino…Fu soldato di gran valore e di molta dottrina, e compose un trattato Del Governo et exercitio della militia, che nel 1447 dedicò al re Ferrante, e che inedito si vede nella bibliotecha del re a Parigi,…"