Gli Orsini - Discendenza Naturale II

Orsini del Balzo, di Nola e di Pitigliano
Discendenza di Gentile Orsini († ante 1246) di Matteo Rosso "il Grande" (1178-1246)

"Orso Orsini e i suoi due figli Raimondo e Roberto"

 
Orso Orsini ( † 1479) Conte di Nola e Duca di Ascoli, figlio naturale di Gentile Orsini († 1434) Conte di Nola. Ebbe due figli, Raimondo Orsini e Roberto Orsini, tutti due naturali, che furono legittimati da Sisto IV (nato Francesco della Rovere 1471-1484) nel 1473 e da Ferdinando I d'Aragona, re di Napoli, nel 1480, respectivamente.

1. Fonte "Gli Orsini, Signori di Forino" a cura di Paolo D'Amato 2006

Orso Orsini ( † 1479), tredicesimo Signore di Forino

 
"Il feudo di Forino, in data 18 gennaio 1462 venne concesso dal Re Ferrante d'Aragona a Orso Orsini conte di Nola che fu il tredicesimo signore della terra di Forino. Orso Orsini apparteneva alla discendenza collaterale di Raimondo Orsini, per essere figlio illegittimo (naturale) di Gentile, suo fratello. Fu l'ideatore e costruttore della omonima Reggia in Nola, costruita con blocchi di marmo provenienti da antiche costruzioni romane. Servì Alfonso d'Aragona con 67 Lance, nel 1437, e poi con duecento, nel 1439, e il Re lo nominò Gran Cancelliere del Regno, tra il 1441 ed il 1447. Passò al servizio di Francesco Sforza e dei Visconti di Milano e fu ferito nella presa di Piacenza (il 16/11/ 1447)..."
 
Il solenne giuramento di Orso Orsini al Re Ferdinando I di Napoli detto Ferrante

"Raggiunse in Puglia il Re Ferrante d'Aragona che in quei luoghi guerreggiava e rese allo stesso "il ligio omaggio" con un spettacolare cerimoniale. "Condottosi Orso ai piedi di Fernando dopo d'aver stese le mani sul libro degli Evangeli, così disse: Io Orso Orsini, conte di Nola e della Tripalda, signor d'Ascoli di Lauro, di Forino e suoi territori a te Fernando e tuoi figliuoli e successori nel regno di Napoli prometto per me, miei figliuoli e successori in queste città, terre e confini miei, essere fedele, e che saran fedeli ai tuoi comandament e dei tuoi eredi i miei successori ad aver ubbidire in ciascun tempo e in ciascun luogo, e con queste città, terre, castelli popoli e confini dover essere sempre verso di te e di loro costanti in fedeltà ed in amore. E se mai in alcun tempo intenderò o saprò che alcun contra di te e dei tuoi eredi trami inganni, insidie o tradimento alcuno, avere a manifestarlo a te o a loro, e finalmente tutti quegli uffici dover sempre verso di te e di essi operare in casa e fuori, in pace e in guerra contra ciascun tuo nemico o ribelle, e per utile del tuo Regno quelle cose fare che per legge di natura e ragioni di vassallaggio è obbligato il buono e fedele vassallo. Ed in queste cose chiamo in testimonio Iddio e per questi Santi Evangeli scientemente volendo e non astretto, con l'animo e con le parole lo giuro. Questo detto levò le mani dal libro ed il Re prese allora le sue mani e unitale alle sue, avvinghiate le dita di ambedue insieme, riposero le mani al libro, e quivi, dopo aver detto alcune belle parole il Secretario, ricominciò Orso: io con i miei figliuoli e successori a Fernando mio Re e Signore, e suoi eredi e successori mi costituisco e dono. Dopo l'aver queste cose tre volte dette, baciò le mani al Re, il quale baciò lui graziosamente in faccia."

 

2. Fonte Litta Tavola XVI

"Il suo nome è onore di famiglia. Condottiere d'armi di fama molto distinta, andò a servire in Lombardia il duca di Milano presso Francesco Sforza, che seguì nella Marca d'Ancona. Estinti i Visconti nel 1447, continuò a militare presso i milanesi…si lasciò piegare alle istanze del cardinal Roverella* spedito da Pio II in favore degli Aragonesi e cambiò partito (lasciò il partito angioino). Servì d'allora in poi (1465) con molta fedeltà e cura il suo re Ferdinando I d'Aragona, e si trovò in tutti i fatti d'arme contro l'Angioino…Fu soldato di gran valore e di molta dottrina, e compose un trattato Del Governo et exercitio della militia, che nel 1447 dedicò al re Ferrante, e che inedito si vede nella bibliotecha del re a Parigi,…"

 
* Bartolomeo Roverella (1406-1476), proclamato cardinale 18 dicembre 1461 da papa Pio II
 

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