Gli Orsini - Il Libro del Mese

 


Marzo 2006 

Siccardi Cristina
Da ricca che era... Vita e opere di Teresa Orsini Doria
San Paolo Edizioni 2006
 
 

 
Principessa Teresa Orsini di Gravina
(Gravina di Puglia, 32 marzo 1788-Roma, 3 luglio1829)
Figlia di Don Domenico Orsini dei Duchi di Gravina, Principe di Solofra,
e di Donna Faustina Caracciolo dei Principi di Torella.
Sposa a Roma (1808) il Principe Don Luigi Giovanni Andrea Doria Pamphili
 
 
 

"Serva di Dio Teresa Orsini Doria Pamphili Landi"

"Teresa nacque il 23 marzo 1788 a Gravina di Puglia, dalla nobile famigli Orsini. Sposata al Principe Gian Luigi Doria Pamphili Landi di Roma, ebbe quattro figli che amò teneramente. Di carattere volitivo, fu donna semplice e di esuberante carità. Seppe ben conciliare i doveri di madre e di moglie, praticando la sua immensa carità, senza venir meno agli impegni del suo rango. Durante lo sfacelo morale e materiale della rivoluzione francese, la Principessa trovò il terreno fecondo per esercitare la magnanima carità di Cristo.

Organizzò molte iniziative caritatevoli a favore dei più poveri, ammalati, carcerati, pellegrini ecc..., sempre presente in ogni ambiente di dolore e fatica, pronta a curare con le sue stesse mani le piaghe del corpo e dell'anima. I nobili di quell'epoca donavano denaro alle opere di bene, ma mai e poi mai sarebbero andati di persona a fare del bene ai bisognosi; la Principessa Teresa sì, ed è santa per questo. Affinchè la sua fiaccola non si esaurisse fondò il 16 maggio 1821, nell'ospedale di S.Giovanni in Laterano, le Suore Ospedaliere della Misericordia, dedite all'assistenza degli ammalati negli ospedali, che, fino ad allora erano stati curati da donne inesperte e avide di denaro. Consumata dalle fatiche morì il 3 luglio 1829, in grande fama di santità." (Magnifico testo del 18 ottobre 2002 tratto dal sito http://www.santiebeati.it/dettaglio/91221)
 
 
 
MESSAGGIO DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II
AL CAPITOLO GENERALE DELLE SUORE OSPEDALIERE DELLA MISERICORDIA
 
Alla Reverenda Madre
Suor AURELIA DAMIANI
Superiora Generale
della Congregazione delle Suore Ospedaliere della Misericordia
 
1. Sono lieto di indirizzare a Lei ed alle Consorelle il mio cordiale pensiero in occasione del 42.mo Capitolo generale, che vi vede impegnate nella concorde ricerca della volontà di Dio riguardo al vostro Istituto, in questo singolare momento della storia, all'inizio di un nuovo millennio.
 
Estendo l'espressione del mio paterno apprezzamento a tutte le Suore Ospedaliere della Misericordia, che svolgono la loro missione in Italia e in altre nazioni. Quanto prezioso è, care Sorelle, il servizio che rendete a tante persone bisognose, con vivo zelo pastorale. Quale grande merito ha la vostra missione! Operando in ambito ospedaliero, voi recate sollievo a malati e sofferenti, e testimoniate loro la provvidente misericordia divina. Conservate sempre vivo questo singolare carisma, suggellato dal vincolo di uno speciale voto.
 
2. Ogni giorno al capezzale degli ammalati e a contatto con i loro familiari, come pure con il personale sanitario, avete modo di recare a ciascuno un'eloquente testimonianza evangelica, in piena fedeltà al mandato di Cristo: "Andate, annunciate il Regno di Dio e curate gli infermi" (cfr Lc 5, 1-2).
 
Si tratta di una fra le più urgenti forme di evangelizzazione, alla quale, come avete avuto modo di ribadire in occasione del Grande Giubileo dell'Anno 2000, ed ancora più nel presente Capitolo, la vostra Famiglia religiosa intende dedicarsi, approfondendo il senso e le modalità concrete di questo vostro compito. Esercitate così quella "fantasia della carità", di cui ho parlato nella Lettera apostolica Novo millennio ineunte, ammonendo che essa deve dispiegarsi "non tanto e non solo nell'efficacia dei soccorsi prestati, ma nella capacità di farsi vicini, solidali con chi soffre" (n. 50). In questa stessa prospettiva si situa il tema del Capitolo: "Radicate nella carità, per vivere e testimoniare la Misericordia di Cristo, Buon Samaritano di tutti i tempi e di tutte le culture".
 
Ai fratelli ed alle sorelle nel bisogno dovete assicurare, con la parola e con l'esempio, che "non esiste per l'uomo altra fonte di speranza, al di fuori della misericordia di Dio" (Giovanni Paolo II, Omelia nella consacrazione del Santuario della Divina Misericordia a Lagiewniki, L'Osservatore Romano, 17 agosto 2002).
 
3. Su tale linea si colloca in effetti l’intera vostra storia sin dalle origini, quando siete nate per curare i malati dello Stato Pontificio. Riconoscendo le più urgenti necessità del tempo, infatti, la Principessa Teresa Orsini in Doria Pamphili, aiutata dal Cardinale Giuseppe Antonio Sala e sotto gli auspici di Papa Pio VII, diede inizio alla vostra Congregazione nell'Ospedale di S. Giovanni in Roma. Ringrazio, insieme a voi, il Signore che, per mezzo del suo Spirito, ha fatto sorgere nella Chiesa il vostro Istituto per servire Cristo nell'ammalato, e vi incoraggio volentieri a non venir mai meno a questo impegno di amore e di fedeltà a Dio e alla Chiesa, rendendo vivo nelle odierne situazioni il tipico carisma che vi contraddistingue e che rappresenta un dono per l'intera società.
 
La sfida dell'inculturazione chiede oggi ai credenti di annunciare la Buona Novella con linguaggi e modi comprensibili agli uomini di questo tempo. Un'urgente missione e vaste prospettive apostoliche si aprono anche per voi, care Suore Ospedaliere della Misericordia. Da un attento discernimento delle moderne realtà socio-culturali scaturiscono indicazioni concrete perché più incisiva sia la presenza del vostro Istituto nell'ambito della cura della salute, individuando al tempo stesso percorsi più idonei di penetrazione apostolica.
 
Conservate sempre dinanzi ai vostri occhi il volto sofferente di Cristo. Ripartite da Lui ogni giorno con umile coraggio per essere testimoni del suo amore misericordioso nel vasto campo della malattia e del dolore. Come scrivevo nella citata Lettera Novo millennio ineunte, "non si tratta di inventare un nuovo programma. Il programma c'è già: è quello di sempre, raccolto dal Vangelo e dalla viva Tradizione. Esso si incentra in ultima analisi in Cristo stesso" (n. 29).
 
4. So bene, Reverenda Madre, quanto preziosa sia l'opera di chi quotidianamente è al servizio dei malati, e mi rendo conto delle tante difficoltà che si incontrano. Troverete la forza per superarle tutte se in ogni persona vi sforzerete di vedere Cristo. Occorre però che mai venga meno questa tensione spirituale nella vostra non facile attività apostolica. Vivificate pertanto la vostra giornata con un’intensa e vigilante orazione. La contemplazione sia il sostegno della vostra azione.
 
Modello a cui ispirarsi è Maria, Madre di misericordia ed immagine di viva adesione alla volontà di Dio. A Lei affido il vostro Capitolo generale, perché da esso scaturiscano scelte coraggiose e sagge per l'intero Istituto; scelte compiute sempre mantenendo lo sguardo fisso sul volto di Cristo.
 
Con tali sentimenti, imparto di cuore a Lei e al suo Consiglio, alle Capitolari e a tutte le Suore Ospedaliere della Misericordia una speciale Benedizione Apostolica.
 
Da Castel Gandolfo, 14 Settembre 2002
 
IOANNES PAULUS II
 
(Messagio di Sua Santità il Papa Giovanni Paolo II, del 14 settembre 2002, tratto dal sito: http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2002/september/ )
 
 

Suore Ospedaliere della Misericordia

Congregazione fondato a Roma nel 1821 dalla Principessa Teresa Orsini in Doria Pamphili Landi (1788-1829) posta sotto la protezione di Maria della Misericordia. Sono Diocesi, a Urbino, dal 10 febbraio 1930
 
Carisma: “Infermarsi con gli infermi” per sovvenire Gesù penante nelle sue membra.
Spiritualità: Imitazione di Gesù buon samaritano che risana i malati
Finalità: Opere di misericordia, principalmente l’assistenza ai malati.
 
Religiose: n° 4
Casa del Clero
Via O. Nelli
61029 URBINO
Tel. 0722-2918  
 

Maggio 2006
 

 
Centro Studi Benedetto XIII - Gravina
  Benedetto XIII. Il Processo per la Beatificazione. Tortona 1755
Antologia a cura di Gerardo De Corso e Tobia Granieri
Adda Editore 2005


Giugno 2006

 
"Gli Orsini attraverso la storia umbra, con la ricerca storica del Conte Fausto Marinucci de' Reguardati"
  
Fausto M. de' Reguardati
Benedetto de' Reguardati da Norcia
"Medicus Totu Italia Celeberrimus"
Pagine inedite di storia sforzesca
Edizioni Lint Trieste maggio 1977
 

 

Indice Orsini: Orsini (famiglia) 153, 159, 160, 204; Giannantonio (principe di Taranto) 153, 154; Giovanni (archivesco di Trani) 209; Latino (card.) 105, 114, 130, 209; Marino (archivesco di Taranto) 209; Napoleone (capitano) 159, 172.

 
Fausto M. de' Reguardati
L'Umbria Ducato di Spoleto e Norcia nel Sec. XIV
Pagine inedite di storia umbra
Edizioni Guerra - Perugia 1986
 

Sec. XIV - Indice Orsini: Matteo Rosso (card.) 44, 47 n.4, 89; Napoleone (card.) 58, 72, 89, 377; Poncello 183.

 
Fausto M. de' Reguardati
L'Umbria Ducato di Spoleto e Norcia nel Sec. XV
Pagine inedite di storia umbra
Edizioni Guerra - Perugia aprile 1989

Sec. XV - Indice Orsini: Orsini (famiglia) 19, 21, 65, 68, 75, 76, 78, 79, 85, 87; Gian Antonio 21; Giordano 19; Giulio 88; Napoleone 59; Paolo 91.

 
Fausto M. de' Reguardati
L'Umbria Ducato di Spoleto e Norcia nel Sec. XVI
Pagine inedite di storia umbra
Edizioni Guerra - Perugia ottobre 1989
 
Sec. XVI - Indice Orsini: Orsini (famiglia) 9, 16, 17, 21, 44, 59, 62, 123; Camillo 59; Fulvio (Mons.) 131; Latino 123; Ludovico 123; Paolo Giordano 124; Raimondo 123.
 
Fausto M. de' Reguardati
L'Umbria Ducato di Spoleto e Norcia nel Sec. XVII-XVII
Pagine inedite di storia umbra
Edizioni Guerra - Perugia marzo1986
 
Sec. XVII-XVIII - Indice Orsini: Rainaldo 299, 326, 334, 341, 343, 344, 373, 377.
 
 

Augusto 2006
 
 

 
Natale a Corte
Auguri dei Sovrani europei agli Orsini di Bracciano (sec. XVII)
 
"L'Archivio Capitolino conserva al suo interno un ingente patrimonio documentario relativo alla nobile famiglia Orsini, fra cui la corrispondenza. In questa esposizione, avvenuta presso la sede dell'Archivio Capitolino, vengono mostrate alcune delle lettere di auguri natalizi scambiate fra diversi personaggi della famiglia Orsini del ramo di Bracciano e vari regnanti. Il catalogo della mostra consta di sintetiche biografie dei personaggi della famiglia destinatari degli auguri, un breve regesto delle 75 lettere esaminate e l'elenco dei mittenti." CURATORI: Battilocchi, A.; Carcaterra, P.; De Nigris, M.T.; Geretto, P.; Martano, R.; Maturi,S. Salone, P.; Santoni, P.; Vendittelli, M. – COORDINATORI: Franceschini, M.; Mori, E.; Pavan, P.
(Testo tratto dal sito del Comune di Roma - Archivio storico capitolino www.comune.roma.it)
 
 

Settembre 2006
 

 
La Provincia di Roma nell’ordinamento e nei poteri
di Alberto Bentivoglio Roma 1959
 
"La nascita della Provincia di Roma può essere riportata (così si legge nel testo “La Provincia di Roma nell’ordinamento e nei poteri” di Alberto Bentivoglio Roma 1959 – Tipografia Operaia Romana - conservato nella Biblioteca Provinciale) all’editto emanato da Gregorio XVI il 5 luglio 1831, che, nel ripartire lo Stato ecclesiastico in Delegazioni, stabiliva, oltre queste, la formazione di una circoscrizione territoriale ed amministrativa a se stante comprendente “i luoghi suburbani soggetti alla Capitale” che prendeva il nome di “Comarca di Roma”*."
(testo tratto dal Sito Istituzionale della Provincia di Roma http://www.provincia.roma.it )
 
Riportiamo l'estratto del dispaccio della Segreteria di Stato firmato dal Cardinal Bernetti (10 agosto 1831):
“La Santità di Nostro Signore si è degnata decretare che anche la Comarca di Roma abbia, come tutte le altre Provincie del suo Stato, un corpo di quattro Consiglieri, composto per metà di Romani e per metà di soggetti appartenenti alla stessa Comarca,..."
 
Il dispaccio del 23 agosto 1831 precisava i primi componenti del Consiglio della Comarca di Roma:
Principe Don Agostino Chigi (1), Principe Don Domenico Orsini (2) e Sig. Conte Bischi di Tivoli. Poco dopo venne aggiunto il quarto Consigliere nella persona del Sig. Vincenzo Senni di Frascati.
 
*NB: La Comarca di Roma era un territorio dello Stato Pontificio corrispondente in parte all'attuale provincia di Roma, spettante alla regione Lazio.
(1) Principe Don Domenico Napoleone Orsini (* postumo, Napoli 23-11-1790 + Roma 28-4-1874) m. Roma 6-2-1823 Donna Maria Luisa Torlonia.
(2) Principe Don Agostino Chigi (* Roma 1771 + ivi 10-11-1855) m. 1794 Donna Carlotta Amalia Colonna Barberini
(vide Genealogie delle Dinastie Nobili Italiane a cura di Davide Shamà)
 
 

Marzo 2007
 

 
Il Palazzo Vaticano nel Medioevo
di Alessio Monciatti
Editore Leo S. Olschki 2005
Collana: Fondazione Carlo Marchi - Studi, vol. 19, 454 pp
Illustrazioni: 57 figure nel testo e 255 tavole fuori testo, di cui 24 a colori
 
"Il Vaticano rappresenta oggi la sede propria e indiscutibile del papa. Nel loro aspetto attuale, il Palazzo e le sue decorazioni offrono un’immagine post-medievale, perlopiù rinascimentale legata ad alcuni dei vertici dell’arte occidentale. Meno noto è invece che il complesso attuale nasconde un palazzo più antico e che questo non era nel Medioevo la sede del papa, ma, più semplicemente, la residenza che affiancava San Pietro, così come avveniva per altre basiliche cittadine. Quanto anticipa la metà del XV secolo, è stato sovente considerato solo prodromo dei trionfali sviluppi successivi e interpretato alla luce di essi. Questo volume tratta invece organicamente lo sviluppo architettonico e gli eventi che precedettero la metà del Quattrocento, costituendone una sorta di ‘preistoria’. A fronte della lunga tradizione dell’antico patriarchio lateranense, si analizza quanto ha concorso all’affermazione del Vaticano come sede della Curia; si collazionano tutte le fonti disponibili per tracciare una storia architettonica del nucleo più antico; si rilevano e si contestualizzano lacerti e notizie degli interventi decorativi succedutisi. Perlopiù sconosciuto, o noto solo parzialmente per rinvenimenti occasionali, il palazzo vaticano medievale è descritto nella articolazione architettonica e nella diversificazione decorativa, rivelandosi un’emergenza del panorama cittadino, nonché presupposto imprescindibile per gli ingrandimenti e le ridecorazioni successive. Un ruolo chiave svolge in questa storia il pontificato tardoduecentesco di Niccolò III Orsini (1277-80): vero fondatore del palazzo che sarebbe stato scelto come residenza del papa al ritorno da Avignone, fu l’ideale predecessore del suo omonimo Niccolò V Parentucelli (1447- 55), dal cui pontificato e con le cui commissioni si è soliti avviare la storia nota del Palazzo Apostolico Vaticano, ormai, anche per suo merito, sede legittima del pontefice."
 
 


Aprile 2007
 
 

 
 
Archivi di Principi e di Comunità. Fonti per la storia di S. Vito dei Normanni a cura di Domenica Porcaro Massafra.
Soprintendenza Archivista per la Puglia - Casa Dentice di Frasso - Città di S. Vito dei Normanni. Edipuglia 1998.
Info: Conte Andrea de' Reguardati di Castelfranco - Archivio Dentice di Frasso, Roma
 
Indice Generale
Premessa di Domenica Porcaro Massafra
Programma del Seminario di studi 13 decembre 1996
Indirizzo di saluto di Giuliano Dentice dei Principi Dentice di Frasso e di Carmine Chionna
L'Archivio del Principe
Introduzione di Raffaele Nigro
L'archivio della famiglia Dentice, principi di Frasso, di Domenica Porcaro Massafra
Un'antica famiglia dell'aristocrazia partenopea: i dentici, baroni e patrizi napoletani di Luigi Borgia
Araldica baronale a San Vito dei Normanni di Luigi Borgia
Nobiltà e feudo nel Mezzogiorno d'Italia in età contemporanea: i Dentici di Frasso e il loro archivio di Angelo Massafra
Riflessioni di Raffaele Nigro
Un progetto per la valorizzazione dell'archivio Dentice di Frasso di Fernando Russo
Gli Archivi della Comunità
Introduzione di Emanuela Angiuli
Le fonti ecclesistiche locali di don Antonio Chionna
Le fonti per la storia di San Vito dei Normanni
conservate nell'Archivio diocesano di Ostuni di Rosario Jurlaro
I fondi archivistici relativi a San Vito dei Normanni conservati nell'Archivio di Stato di Brindisi di Marcella Guadalupi Pomes
San Vito dei Normanni tra evoluzione dei quadri istituzionali ed economici generali del XIX secolo di Pantaleo Palma
Appendice - Repertorio delle fonti documentarie relative a San Vito dei Normanni
conservate nell'Archivio di Stato di Lecce di Pantaleo Palma
Gli Strumenti di Ricerca
Informatica e descrizione archivistica: metodi ed esperienze di Stefano Vitali
Intervento di Luciano Sardelli
Conclusioni di Antonello Trizza
 

Sommaire/Sommario
Editus Ursae