I Cardinali Orsini - Cavaliere Gaetano
Moroni Romano*
- *Secondo aiutante di camera di Sua
Santità Pio IX
- Dizionario di Erudizione Storico -
Ecclesiastica
- Vol. XLIX
- In Venezia dalla tipografia
Emiliana MDCCCXLVIII
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- Orsini Giacinto, Cardinale. V. Celestino III, Papa.
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- Orsini Giordano, Cardinale.
- Giordano della nobilissima roma famiglia Orsini, Eugenio III
nel 1145 lo creò diacono cardinale, e poi prete de' ss.
Gabinio e Susanna. S. Bernardo nella lettera 290 assai lo biasima,
e dipinge con neri colori. Fu spedito col cardinal Ottaviano,
legato apostolico all'imperatore Corrado III in Ratisbona, al
quale, morto in quel tempo, fu sostituito Federico I, di cui
Giordano annullò il matrimonio, perchè contratto
dentro i gradi di consanguinità. Nel ritorno dalla
legazione, passando per la Francia e la Normandia, commise tali
eccessi che s. Bernardo ne avanzò relazione al Papa,
esponendogli le strane violenze da lui usate per cumulare denari,
avendo destato il generale disprezzo e malcontento. Di questo
cardinale, che molto poteva per aderenze e richezze, si prevalsero
in parecchie occasioni i Papi, per contenere dentro i limiti del
dovere il popolo romano, che sollevato dal senatore e dai baroni,
e singolarmente dall'eretico Arnaldo da Brescia, si mostrò
ribelle. Si dilettò molto dello studio delle
antichità, delle quali avendo fatto una scelta raccolta, ,
stabilì un pubblico museo, dove furono da lui collocate a
ornamento della patria, a decoro del proprio nome, e a delizia
de'forestieri che capitavano in Roma. Invidiando i suoi emoli
sì commendevole genio, utilissimo per le belle arti,
d'ordine superiore fu manomesso e distrutto. Morì dopo 20
anni di cardinalato nel 1165, in Roma.
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- Orsini Pietro, Cardinale.
- Pietro Orsini patrizio romano, da Alessandro III creato
cardinale nel 1181, morì nell'istesso anno in Pisa, ed ivi
restò sepolto. Il Cardella* non conviene col Sansovino,
storico di casa Orsini, che chiama poco critico, onde tale storia
abbonda di errori e di anacronismi, su quanto scrisse di questo
cardinale.
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- *Cardella, Lorenzo. Memorie storiche de' cardinali della Santa
Romana Chiesa. Rome : Stamperia Pagliarini, 1793.
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- Orsini Bobone, Cardinale.
- Bobone romano, che alcuni vogliono della famiglia Orsini,
canonico vaticano, da Celestino III suo parente nel 1192 o 1193 fu
creato cardinale diacono di s. Teodoro, e arciprete della stessa
basilica; intervenne ai comizi d'Innocenzo III, e mori' nel suo
pontificato.
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- Orsini Gian Gaetano, Cardinale. V. Nicolo' III, papa.
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- Orsini Rosso Matteo, Cardinale.
- Matteo Rosso Orsini nobile romano, insigne per prudenza e
integrità di vita, da Urbano IV nel dicembre 1262 o 1263 fu
creato cardinale diacono di s. Maria in Portico, commendatario
della chiesa di s. Maria in Trastevere, e presidente delle
provincie del Patrimonio e della Marca, dove seppe resistere a
Pietro de Vico, il quale con una cavalleria di alemanni, avuta da
Manfredi nemico, la infestava. Da Nicolò III suo zio fu
fatto arciprete della Basilica Vaticana, rettore o soprintendente
dell'ospedale di s. Spirito, e protettore dell'ordine dei minori,
del cui fondatore s. Francesco fu strettissimo amico. Intervenne
al concilio di Leone II, e a dodici o tredici conclavi, avendo
come primo diacono coronato cinque Papi. In quello di Martino IV,
tenutosi in Viterbo, fu con il cardinal Giordano Orsini di lui
zio, ad istigazione di Annibaldi custode del conclave e nemico
fiero degli Orsini, estratto con violenza, e dopo molte contumelie
ritenuto sotto buona custodia, sul pretesto di essersi ambedue
dichiarati che non sarebbe eletto il Papa finchè non fosse
restituito il governo della città ad Orso Orsini, di cui
era stato spogliato armata mano dagli Annibaldi. Rilasciato poco
dopo il cardinal Giordano, fu ritenuto il cardinal Matteo in
carcere, e per alcuni giorni trattato a pane ed acqua. Gli autori
di tali enormi attentati furono scomunicati, e la città
sottoposta all'interdetto ed altre pene. Accompagnò e
difese con una scorta di milizie Bonifacio VIII, allorchè
fuggì da Anani a Roma. Morì nel 1305 in Roma,
deplorando il trasferimento della residenza pontificia che
Clemente V fece in Francia, e fu sepolto nella basilica Vaticana,
nella sua cappella gentilizia di s. Pastore, con un epitaffio in
versi, e nove anni dopo fu trovato incorrotto. Ebbe 43 anni di
glorioso cardinalato, e scrisse alcune opere teologiche: De
auctoritate ecclesiae. Epistolas varias. Theologica quaedam.
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- ORSINI Latino FRANGIPANE MALABRANCA Cardinale.
- V. FRANGIPANE Latino MALABRANCA, Cardinale
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- ORSINI Giordano, Cardinale.
- Giordano Orsini, insigne per lo specchiato suo costume, e
niente meno eminente pel sapere, dal fratello Nicolo III a' 12
marzo 1278 fu creato cardinale diacono di s Eustachio, e nel
conclave per di lui morte fu col cardinal Orsini Rosso
(Vedi), suo nipote, estratto a forza dal conclave col
pretesto che ritardasse l'elezione e ritenuto in custodia sino a
quella di Martino IV, onde i viterbesi furono puniti
col1'interdetto, con dovere erigere un ospedale e demolir parte
delle mura. Morì in Roma nel 1287 dopo essere intervenuto a
due conclavi.
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- ORSINI Napoleone, cardinale.
- Napoleone Orsini patrizio romano, nipote di Nicolò III,
canonico di Parigi o di Reims, e uditore di rota o cappellano
pontificio di Onorio IV. Fece i suoi studi a Parigi ove il detto
suo zio gli diresse una lettera piena di salutari avvertimenti e
di savissimi consigli. Nicolò IV per la Pentecoste del 1288
lo creò cardinale diacono di s Adriano e da Clemente V
venne fatto arciprete della basilica Vaticana, pel cui buon
governo nel 1 337 essendo in Avignone fece alcune ordinazioni.
Dopo avere per ordine di Bonifacio VIII ridotta Orvieto
all'obbedienza della Chiesa, lo stesso Papa l'impiegò nel
13oo nella legazione dell Umbria, del ducato di Spoleto, e della
Marca Anconitana e contado di Perugia, nell'esercizio della quale
ricuperò Gubbio alla Chiesa togliendolo a Uguccione della
Fagiuola e ad altri nemici della medesima. Ebbe poscia la
legazione di Sabina e del Patrimonio, a cui Clemente V nel 13o6
aggiunse quella di quasi tutta l'Italia, affinchè colla sua
destrezza e prudenza procurasse di pacificarla, come sconvolta e
agitata da civili discordie e tremende fazioni. Nel 1807 da Faenza
passò a Bologna per pacificare i cittadini, ma alcuni
sediziosi e malcontenti incitati per denaro dai fiorentini, i
quali erano stati scomunicati dal cardinale essendo in Firenze,
oltre il calunniarlo che avesse intavolato un trattato a
pregiudizio della città e contado bolognese, commossero e
sollevarono i bolognesi, e contro il diritto delle genti
assalirono il cardinale nell'abitazione del vescovo, ove con
violenza gettate a terra le porte ed uccisi alcuni suoi
famigliari, chiamandolo ad alta voce traditore, stavano per
ucciderlo, allorchè accorso al tumulto Bernardo della
Polenta, governatore della città, con dolci e blande parale
placata la sedizione, dissipò il turbine della congiura.
Nel partire il cardinale tuttavolta fu derubato di buona parte
de'suoi ricchi arredi, e gli furono uccisi altri famigliari.
Ritiratosi il legato in Imola, fulminò di censure gli
anziani e rettori di Bologna; sottopose la città all
interdetto, e privolla dello studio, dichiarando escluso dalla
comiu unione de fedeli chi vi si recava, ciocchè
ridondò in vantaggio di Padova. Coll'amicizia de'conti di
Montefeltro potè recarsi io Toscana, e fu con grande onore
ricevuto in Arezzo dove nel 1308 radunò tutti i suoi amici
di Marca e Romagna, ed i fuorusciti bianchi e ghibellini di
Toscana Avendo ciò posto in grande allarme i fiorentini, si
misero con esercito nel contado d'Arezzo e dopo aver con inutili
trattati deluso il legato, furono da lui scomunicati. Vedendo il
cardinale indebolite, le sue forze militari nel luglio
partì per Avignone dove fu rimosso dalla legazione, e con
poco onore passò in Roma. Scrisse la vita della b. Chiara
da Montefalco, e nel 1317 ebbe commissione di far accurate
indagini sui miracoli che Dio operava ad intercessione di
Margherita da Cortona, quali furono da lui approvati. Da Giovanni
XXII nel 1321 fu incaricato di esplorare qual fosse la mente e la
sentenza di fr. Ubertino da Casale francescano, uomo dotto e
riputato nella scienza delle scritture, intorno la questione tra i
francescani ei domenicani sulla povertà di Cristo e degli
apostoli; ed il sentimento del religioso incontrò la
soddisfazione sì del Papa, che dei cardinali. Ciò
non per tanto l'Orsini mostrò sempre avversione a Giovanni
XXII, il quale gli aveva dato parola di non salir mai a cavallo se
non per intraprendere il viaggio di Roma per restituirvi la
residenza pontificia. Il Papa non uscì dal suo palazzo che
a piedi per andare alla chiesa, onde il cardinale se ne
riputò talmente offeso che non volle più parlare con
lui nè intervenire a'suoi funerali come non andò coi
colleghi quando furono da Giovanni XXII chiamati prima di morire
Dal medesimo nel 1325 avea ricevuto la chiesa di Monreale.
Morì in Avignone decrepito nel 1342 dopo 54 anni di
cardinalato, e dopo essere intervenuto all'elezione di sette Papi,
a tre de' quali come primo diacono impose il triregno.
Recitò la sua orazione funebre il cardinale Roger, poi
Clemente VI, e fu sepolto nella chiesa de' minori, e non nella
cappella da lui fondata in quella città, con semplice
elogio da lui composto. Filippo IV re di Francia, per l'affetto
che avea pel cardinale, gli accordò annua pensione di mille
fiorini d'oro di Firenze, da pagarsi ancora a'suoi eredi, e poi in
luogo di essa gli diede la villa di Bagnoli che passò nelle
mani di Rinaldo e Giordano suoi nipoti, i quali venderono poi la
villa al visconte di Turrena. Nel 1294 Carlo II a riguardo del
cardinale avea investito Jacopo Napoleone e Napoleone figli
d'Orso, della metà di Tagliacozzo in perpetuo, col tributo
di 40 oncie d'oro. Edificò un palazzo in Villanuova presso
Avignone, poi abitato da Clemente
- VI e suoi successori.
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- ORSINI Francesco Napoleone, Cardinale.
- Francesco Napoleone Orsini patrizio romano, insigne non meno
per la vasta sua erudizione, che illustre per lo splendore delle
cristiane virtù da Bonifacio VIII a'17 dicembre 1295 fu
creato cardinal diacono di s. Lucia in Selci e arciprete di s.
Maria Maggiore. Clemente V lo dichiarò legato a coronare in
Roma con altri cardinali l'imperatore Enrico VII. Morì nel
1312 circa, dopo essere intervenuto alle elezioni di Benedetto XI
e Clemente V.
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- ORSINI Gian Gaetano, Cardinale.
- Gian Gaetano Orsini, massimo giurista, nobile romano a' 16 o
17 dicembre 1316 Giovanni XXII lo creò cardinale diacono di
s. Teodoro e nel 1326 gli affidò la legazione d'Italia con
ample facoltà sopra le provine di Romagna, Toscana, Marca,
Umbria e Sardegna, e stabilito paciere di tutta l'Italia,
sconvolta e agitata dalle fazioni e guerre civili. A tale effetto
si condusse in Pisa, dove fu ricevuto colle maggiori dimostrazioni
di rispetto e di amore; quindi in Firenze, dove alloggiò in
s. Croce, e dopo quattro giorni pubblicata la bolla di sua
legazione, celebrò un sinodo coll'intervento de' vescovi di
Agnani, di Amelia, di Città di Castello e di Fiesole, non
che del nuovo eletto di Arezzo, in cui furono pubblicati alcuni
canoni per la riforma degli ecclesiastici. Si studiò di
condurre a più sani consigli Castruccio tiranno di Lucca e
Guido Tarlato vescovo d'Arezzo, entrambi nemici della Sede
apostolica perchè a suo danno davano potenti aiuti ai
Visconti di Milano che avevano occupato Città di Castello e
altre terre della Chiesa. Riuscite inutili le sue industrie li
scomunicò e dichiarò ribelli della Chiesa, sottopose
al fisco i loro beni, e diede facoltà ad ognuno contro le
loro persone: incaricò Carlo duca di Calabria, figlio di
Roberto re di Napoli, di muover loro la guerra, per cui i
ghibellini invitarono in Italia Lodovico il Bavaro, il quale fu in
Roma dichiarato capitano del popolo con alla testa del governo
Colonna di Sciarra, essendo prima stati cacciati dalla
città Napoleone Orsini e Stefano Colonna che la governavano
pel Papa. Non essendo riuscito al legato di richiamare il popolo
ed i suoi 52 tribuni della plebe alla divozione di Giovanni XXII,
a' 24 giugno 1327 scomunicò 1'imperatore, interdisse la
città, invitando gli ecclesiastici ad uscirne. Dopo aver
perduto una battaglia coi romani, si ritirò in Toscana, ove
ottenne in commenda la celebre abbazia fiorentina e poco dopo il
beneficio di s. Maria in Pigneta, gravandosi i fiorentini
perchè si appropriava tali benefizi. L'imperatore si fece
coronare, elesse 1'antipapa Nicolò V e partì da
Roma. Ritornatovi il cardinale ne'primi d'agosto 1328 con 8oo
cavalieri del re Roberto annullati tutti gli atti del Bavaro,
esiliò i di lui parmigiani e fautori, e prosciolse Roma
dalle ceusure, riducendo il popolo di nuovo all'obbedienza del
Papa. Questi però non approvò la guerra da lui fatta
ai Colonnesi per vendicar la morte data da Colonna a due nipoti
dell'Orsini, anzi lo riprese acremente e gli ordinò
ritornare alla legazione di Toscana. Nel novembre 1328 arrolato in
Montefiascone buon nerbo di milizie, si condusse contro i
cornetani e i viterbesi, i quali nell'anno seguente ritornarono in
dovere. Restituitosi nel 1334 in Avignone intervenne al conclave
di Benedetto XII, e morì nel 1355, e fu sepolto nella
chiesa de' minori essendo anche stato arcidiàcono della
chiesa di Conventrè.
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