"A Monterotondo la scelta del mito di Adone per i
bellissimi affreschi eseguiti da Siciolante da Sermoneta nella
sala del piano nobile non è legata solo alla cultura
classica o ad una finalità puramente decorativa; infatti
la rappresentazione, nella sequenza della favola mitologica,
dell’episodio della tintura delle rose di cui parla Aftonio in
rapporto alla morte di Adone si collega al significato
simbolico-araldico che celebra la famiglia romana attraverso il
proprio emblema." (Testo tratto da "RAI International Online,
Rinascimento,
Arte e mito nel territorio romano)
vedi ICONOS Cattedra di Iconografia e Iconologia del
Dipartimento di Storia dell'Arte della Facoltà di Scienze
Umanistiche dell'Università di Roma "La Sapienza"
1.1. Palazzo Orsini di Monterotondo, piano nobile, sala di
Adone, parete est, affresco
"Nel Palazzo dei duchi Orsini di Monterotondo è
situata al piano nobile una sala dedicata interamente al mito
di Adone, essa presenta una pianta rettangolare con gli
affreschi che occupano una fascia continua lungo le quattro
pareti.[...]. Seguono nelle altre pareti la rappresentazione
dell’amore tra Venere e Adone, la morte del bellissimo fanciullo
avvenuta durante una battuta di caccia, e la trasformazione di lui
in fiore (chiaro riferimento allo stemma di casa
Orsini)." Valentina Leonardi
1.2. Palazzo Orsini di Monterotondo, piano nobile, sala di
Adone, parete est, affresco
Titolo dell’opera:
Mirra partorisce
Adone (1554-1560) da Girolamo Siciolante da Sermoneta
Committenza: Franciotto e Ottavio Orsini
Annotazioni redazionali:
"La presenza di Minerva, vergine guerriera è anche
un diretto riferimento alla casata degli Orsini: Minerva
era infatti nata nell’isola di Rodi, celebre per essere l’isola
delle rose (stemma di questa famiglia)." Valentina
Leonardi
Bibliografia: Mandarano N., Monterotondo-Palazzo
Orsini in l’Arte delle Metamorfosi decorazioni mitologiche nel
Cinquecento a cura di Cieri Via C., Lithos, Roma 2003,
p.240-243; Bruno R., Girolamo Siciolante revisioni e verifiche
ricostruttive in “Critica d’Arte”, diretta da Ragghianti C. L.,
29, 135, 1974 pp.71-80; Ilari C., Il mito di Adone nel Palazzo
Orsini di Monterotondo in “Storia dell’arte” diretta da Argan
G. C., La Nuova Italia Firenze, Roma, 74, 1992, pp. 25-47.
MONTEROTONDO Palazzo Orsini ritrova il suo splendore di
MORENA IZZO
Giovedì 5 Gennaio 2006 Il Messaggero,
Civitavecchia
Da Palazzo Valentini tre milioni per restaurare la sede del
Comune: l’opera in due fasi
"Palazzo Orsini si rifà il look. Per la
ristrutturazione della sede del Comune di Monterotondo, la
Provincia ha inserito nel programma triennale delle opere
pubbliche tre milioni di euro. Fondi che andranno ad aggiungersi
al finanziamento di un milione e 300 mila euro già concesso
in parte dalla Regione, ex Giunta Storace e in parte dallo stesso
Comune eretino.
"E' in via di ultimazione il progetto esecutivo - spiega
l'assessore ai lavori pubblici Vincenzo Donnarumma - alla
conclusione del quale si potrà andare in gara e dare il via
ai lavori". L'intervento, già approvato dalla
Soprintendenza ai monumenti, sarà articolato in due stralci
e costerà complessivamente 4 milioni e 300 mila euro. La
prima tranche riguarderà la realizzato del tetto, con una
struttura portante in legno lamellare e la riqualificazione della
torre. In seguito è prevista la totale tinteggiatura
dell'edificio. «L'intento - continua l'assessore Donnarumma -
è proprio quello di rispettare e ricreare lo stile
quattrocentesco originario della sede comunale. Verrà
quindi ricostruita la copertura a padiglione, conservando il
cornicione in stucco con la modanatura ad ovuli». Particolare
attenzione sarà poi riservata alla torre del palazzo, alta
circa quarantacinque metri. Con un minuzioso intervento verranno
riportati alla luce i blocchetti squadrati di travertino, che con
il passare del tempo sono stati ricoperti dal cemento armato
utilizzato per sostenerla, a seguito dei vari cedimenti che ha
avuto negli anni.
"I fondi provinciali - dice il consigliere provinciale Ruggero
Ruggeri - consentiranno la ristrutturazione complessiva
dell’edificio". A redigere il progetto sulla base di quello che
nei primi anni 90 venne realizzato a seguito di uno studio sulla
famiglia Orsini dall'architetto Franco Melotti, è stato
l'ingegnere e docente presso l'università di Perugia Marco
Mezzi insieme all'ingegner Massimo Pasanisi, mentre il progettista
dell'opera è l'architetto Roberto Silvi."