Principessa Teresa Orsini Doria Pamphilj
Fondatrice delle Suore Ospedaliere della Misericordia
Principessa Teresa Orsini Doria Pamphilj, "figlia di Don Domenico Orsini dei Duchi di Gravina, Principe di Solofra, e di Donna Faustina Caracciolo dei Principi di Torella
(*Gravina di Puglia 23-III-1788, †Roma 3-VII-1829) m. Principe Don Luigi Giovanni Andrea Doria Pamphilj Landi, 14° Principe di Melfi, Grande di Spagna di Prima Classe,
3° Principe del Sacro Romano Impero, 3° Principe di Santo Stefano d'Aveto e Torriglia, Principe di Valditaro, Valmontone e San Martino al Cimino,
Principe di Meldola (in solido coi Borghese Aldobrandini) fino al 1-X-1834, 6° Duca di Avigliano, Duca di Montelanico"
(Fonte Genealogie delle Famiglie Nobili Italiane a cura di Davide Shamà © Andrea Dominici Battelli)
Famiglia Doria Pamphilj - Sito ufficiale www.doriapamphilj.it
 
 

I. Storia delle Suore Ospedaliere della Misericordia

 
La Congregazione Suore Ospedaliere della Misericordia venne fondata dalla principessa Teresa Orsini Doria Pamphilj Landi (1788-1829) che, su invito di papa Pio VII (Barnaba Niccolò Maria Luigi Chiaramonti 1800-1823), il 16 maggio del 1821 introdusse nell'Archiospedale romano del Santissimo Salvatore ad Sancta Sanctorum (attuale Ospedale San Giovanni in Roma) una pia unione di donne per la direzione del servizio e il servizio stesso alle inferme.
 
Leone XII (Annibale Sermattei della Genga 1823-1829) eresse l'unione in comunità con il motu proprio del 3 gennaio 1826, col quale decreteva e ordinava che "l'attuale unione delle pie donne addette all'ospedale di Sancta Sanctorum sia eretta in comunità di Oblate Ospedaliere con voti semplici sotto la Regola da Noi approvata" e che l'Istituto non "deve restringersi al solo ospedale di Sancta Sanctorum, ma dedicarsi anche agli altri ospedali di Roma… ed estendersi in altre città dei nostri pontifici domini".
 
L'11 luglio 1827 il testo delle Regole-Costituzioni fu approvato dal Papa. Poi, la congregazione fu eretta in istituto di diritto pontificio.
 
Nel 1831 Gregorio XVI (Bartolomeo Alberto Cappellari 1831-1846) adempì la Visita Apostolica all'Istituto delle Ospedaliere e dichiarò con un decreto di lode il suo paterno affetto per 'un Istituto sì utile e sì necessario' si disse fiducioso 'che da questa pia opera sarebbero derivati frutti copiosissimi alla salute spirituale e morale delle povere malate'.
 
Le Suore Ospedaliere della Misericordia continuano a dedicarsi alla cura dei malati e sono attive anche in terra di missione: oltre che in Italia, sono presenti negli Stati Uniti d'America (1966), in India (1978), nel Madagascar (1983, nelle Filippine (1985), in Svizzera (1990), in Nigeria (1998), in Cile (1997) e in Argentina (1999).
 
II. Sintesi della biografia

(Fonte: il sito delle Suore Ospedaliere della Misericordia http://www.consom.it/new/teresa_orsini.html)

Suore Ospedaliere della Misericordia
Via Latina, 30 - 00179 Roma
Tel. 06 70496688 - Fax 06 70452142
Congregazione fondato a Roma nel 1821 dalla Principessa Teresa Orsini in Doria Pamphilj Landi (1788-1829) posta sotto la protezione di Maria della Misericordia. Sono Diocesi, a Urbino, dal 10 febbraio 1930
Carisma: “Infermarsi con gli infermi” per sovvenire Gesù penante nelle sue membra.
Spiritualità: Imitazione di Gesù buon samaritano che risana i malati
Finalità: Opere di misericordia, principalmente l’assistenza ai malati.
 
"La vita di Teresa Orsini Doria Pamphilj Landi, fondatrice delle Suore Ospedaliere della Misericordia, è fulgido esempio dell'amare e servire cristianamente, è chiara dimostrazione di come deve essere la vera carità, cristiana, gratuita e disinteressata. Dio l'aveva dotata di tutte le virtù fisiche e morali. Vera nobildonna romana, sposa felice, madre affettuosa, donna intuitiva impegnata nel sociale, al servizio dei malati, dei diseredati ed emarginati nella società del suo tempo. Per umilmente servire gli altri, spesso dimenticava se stessa, per lei non esistevano difficoltà ed ostacoli quando si trattava di stare vicino a coloro che avevano bisogno di aiuto: familiari, parenti, amici, persone sconosciute, tutti quelli che in quel momento particolare rappresentavano il Signore sofferente. In altre parole, sapeva essere vicina a chi piangeva, a chi soffriva, a chi moriva. Ma non solo questo: ella sapeva condividere anche le gioie e le felicità umane con chi l'avvicinava.
 

Nacque nella piccola città di Gravina di Puglia, ducato della sua famiglia, il 23 di Marzo 1788 da Domenico principe di Solofra e da Faustina Caracciolo dei principi della Torella. Era fanciulla quando rimase orfana di padre (1790), allora il nonno Filippo, noto per la sua fede e buona condotta, si occupò della sua educazione; condusse, così, l'infanzia e l'adolescenza presso i vari monasteri: prima delle Suore della Sapienza a Napoli, poi presso le Orsoline e le Benedettine di Tor Dé Specchi a Roma. La sofferenza causata dalla morte del padre e la lontananza dalla madre non fece irrigidire il suo cuore, ma, al contrario, l'aiutò a maturare ancor più la sua comprensione della sofferenza altrui. Terminato l'iter formativo, nel 1808, all'età di venti anni, scelse la vita matrimoniale, sposando il principe Luigi Andrea Doria Pamphilj Landi (di Roma).

 
Tutta la sua vita di sposa e madre corse costantemente felice nel vero senso cristiano del termine: amava Dio e la sua Chiesa, amava il marito e i quattro figli. amava i congiunti e amava gli amici, che, consapevoli del suo immenso sentimento, le rispondevano con il loro amore. Le porte dei suoi palazzi, a Roma e ad Albano, erano sempre aperte a coloro che desideravano sia la sua accogliente carità, sia i suoi saggi consigli e la sua amorevole comprensione, sia la sua intelligente, attenta ed affettuosa compagnia. Nessuno rimaneva disdegnato da lei, nessuno rimaneva senza il suo aiuto. Pur appartenendo ad una delle più illustri famiglie nobili romane, non dimenticò la gente semplice, pertanto seppe armonizzare i suoi impegni sociali con la carità verso gli altri con la giusta temperanza di costumi. Da vera nobile di sangue e di spirito, curava l'arte e gli oggetti d'antichità: commetteva scavi archeologici sia nella villa Pamphilj sia in Lorio sulla via Aurelia. A tale attività tipica di nobildonna, ella unì quella di carità e di servizio.
 
La carità, infatti, era una delle sue virtù principali. Originariamente, insieme alle consorelle delle varie confraternite cui apparteneva, rese costante servizio ai malati presso l'ospedale di San Giacomo in Augusta detto degli Incurabili. Serviva con tale carità ed umiltà, da sorprendere tutti coloro che conoscevano la sua posizione sociale; non mostrava mai ribrezzo verso alcuna malattia e rilasciava alle infermiere generose offerte. Il suo esempio sollecitava le sue consorelle a servire con analogo spirito di carità evangelica. Dall'ospedale degli Incurabili spesso passava ad esercitare la sua carità nell'ospizio della Trinità dei Pellegrini, dove era stata eletta priora. Alcune volte, tornando dai ricevimenti, anziché andare a casa, passava dall'ospizio ad assistere numerosi convalescenti e pellegrini che si recavano a Roma per visitare le sacre reliquie. E' conservato un quadro in cui Teresa lava i piedi a pellegrini venuti a Roma in occasione dell'anno santo 1825, la dama di compagnia regge i suoi vestiti, mentre Teresa stessa è rivestita di umili abiti. Non tutte le sue consorelle si comportavano come lei, presentandosi vestite con troppa ricercatezza. Teresa dovette farglielo notare, modestamente e affettuosamente, come era solita fare, invitandole a condividere la sua carità ed umiltà. Il suo modo amabile di "ammonire", più con esempi che con parole, faceva si che esse si emendassero, esprimendo esplicitamente la loro gratitudine. Per questi meriti il Papa Pio VII la dominò Dama della pubblica beneficenza. Si stava trattando in quel periodo di un "laboratorio" in cui le inferme guarite all'ospedale di San Giacomo trovavano lavoro per mantenersi: filare il lino e tessere tele grosse. Lei si interessò, e così nacque il gruppo delle Lauretane. Teresa si impegnava seriamente di tali giovani affinché non mancasse loro né mantenimento né lavoro e per aiutare ancor di più questa caritatevole opera, si tassò diverse volte dei propri beni.
La sua morte fu disastrosa per questa buona istituzione, che non avendo più né mezzi né persone-guida essa cessò di esistere e solo più tardi fu assorbita dalle Suore del Buon Pastore.
 
Il nome di Teresa è legata la fondazione, nel 1820, di un'altra istituzione: le Suore di Carità per l'assistenza domiciliare, che risiedevano nella parrocchia romana della Madonna dei Monti.
Tuttavia, per rispondere alle incresciose esigenze dell'epoca ed alla mancanza di un sistema efficace che potesse garantire un'adeguata assistenza ai malati, Teresa si vide costretta ad accettare l'idea, espressa da un deputato dell'ospedale di San Giovanni, di migliorare l'assistenza anche di detto ospedale. Teresa, invece di trasferire le Suore di Carità della Madonna dei Monti - come le veniva richiesto - decise di fondare ancora un altro gruppo che in principio fu chiamato Suore Ospedaliere dette Sorelle della Misericordia. Originariamente si pensò ad un'istituzione analoga a quella di San Francesco de Paoli oppure di San Francesco di Sales o a quella maschile di San Camillo de Lellis. Nondimeno, presto si vide la necessità di fare una regola, aderente alla realtà di Roma. Così nel 1821 Teresa di propria persona accompagnò le prime quattro Ospedaliere a San Giovanni, dove furono ricevute dalla direzione amministrativa e sanitaria. Presso il medesimo ospedale fu concessa loro l'abitazione, diritto di cui la Congregazione gode tuttora. Fondata la congregazione, Teresa volle ritirarsi, considerando terminata la sua opera. Tuttavia l'amministrazione dell'ospedale di San Giovanni le fece rispettosa violenza di non abbandonare la nascente opera, bensì incoraggiarla, guidarla e difenderla presso le autorità competenti. Infatti Teresa rimase alla guida della Congregazione fino alla morte.
 
Questa vita senza tregua, questo sacrificarsi senza limiti per il prossimo, questo sacrificare il mangiare e il dormire, questo rifiutare gli agi della vita, non poteva non turbare la sua salute. Infatti, i primi disturbi si erano verificati nel 1820, quando aveva trentadue anni. Nonostante tutto non attenuò affatto la sua attività, al contrario, cercò di renderla più intensa, sembrava che quasi intuisse l'avvicinarsi della morte e volesse fare il più possibile per gli altri, negli anni che le rimanevano da vivere su questa terra. Malgrado fosse colpita da una grave malattia, negoziava di persona il matrimonio della diletta figlia Leopolda con Sigismondo Chigi. Infatti, la vide sposare poche settimane prima della morte.
 
Lasciò così questa vita all'età di quarantuno anni. Fu rimpianta amaramente da tutti coloro che l'avevano conosciuta o di persona o di fama. Ancora più grande fu il dolore dei poveri e dei bisognosi che avevano perso la loro amata e fedele benefattrice, "Martire della Carità".
Alla sua morte, fu unanime il grido del popolo:
"E' morta una santa!"
Era il 3 luglio 1829"
 
III. Preghiera per la glorificazione della Serva di Dio Teresa Orsini Doria Pamphilj
  
Preghiera
 
Signore Dio Onnipotente,
Tu hai reso splendida la vita
della Serva di Dio Teresa Orsini,
perché potessimo imitarne le sue virtù,
sopratutto la generosa dedizione
e premura verso i malati e i bisognosi.
Mentre ti imploriamo
di glorificare la tua serva fedele,
per la sua intercessione
ti preghiamo di renderci capaci
di coordinare i nostri quotidiani doveri
con una carità efficace e gioiosa
verso i tuoi ultimi e prediletti.
Per Cristo nostro Signore. Amen
 
Serva di Dio Teresa Orsini
Prega per noi!

 

Prayer
 
O Lord God Almighty,
you have blessed us with the saintly
life of the servant of God Teresa Orsini,
so that we may imitate her virtues
especially her generous dedication and
loving care towards the sick and the
needy. While we implore you to glorify
your faithful servant Teresa Orsini, we
ask you through her intercession to
help us to live our daily life faithfully
with a spirit of true charity and cheerful
heart especially towards the least and
suffuring brothers and sisters. We
make this prayer through Christ our
Lord. Amen
 
Servant of God Teresa Orsini
Pray for us!

 

Prière
 
Seigneur Dieu Tout puissant,
Tu as rendu splendide la vie de la
Servante de Dieu, Teresa Orsini,
puisque nous puissions imiter ses vertus
surtout le généreux dévouement et
l'attention envers les malades et ceux
qui sont nécessiteux. En t'implorant la
glorification de ta Servante fidèle, par
son intercession, nous te prions de
nous rendre capable de coordonner
nos devoirs quotidiens avec une charité
efficace et joyeuse envers les derniers
et tes préférés. Par Jésus Christ notre
Seigneur. Amen
 
Servante de Dieu Teresa Orsini
Priée pour nous !

 

IV. Il processo di beatificazione della Serva di Dio Teresa Orsini sposata Doria Pamphilj Landi - Chiusura

"Il 13 novembre 1998 il cardinale Camillo Ruini aprì il processo diocesano della Serva di Dio Teresa Orsini sposata Doria Pamphilj Landi e disse in quell’occasione:

«Teresa poteva ben vantare l’avvenenza fisica. Ma una bellezza ancora più grande era quella che promanava dalle sue qualità morali» e, in una Roma carente di servizi sanitari e case di accoglienza per i più indigenti, la Serva di Dio «non esitò con il consenso del marito a mettere a disposizione i suoi beni. E pur nella dedizione ai più poveri, non trascurò la famiglia e l’educazione dei figlioli», ma «la carità e il servizio instancabile agli altri non potevano che minare la sua salute»." ( Fonte: Dalla Prefazione del libro di Cristina Siccardi, Da ricca che era... Vita e opere di Teresa Orsini Doria , San Paolo Edizioni 2006)
 
La chiusura del processo per la beatificazione di Teresa Orsini Doria Pamphilj si è tenuto nei palazzi del Vicariato a San Giovani in Laterano il 15 maggio 2009.
 
15 Maggio 2009 ore 12,00 - San Giovanni in Laterano
Palazzo del Vicariato di Roma (Sala del Concordato)
 
"Solenne Sessione di Chiusura dell'Inchiesta Diocesana per la beatificazione di Teresa Orsini Doria Pamphilj
presieduta da Sua Eminenza Reverendissima il Cardinal Agostino Vallini,
Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma,
Pro Arciprete della Papale Arcibasilica Lateranense e
Gran Cancelliere della Pontificia Università Lateranense"
 

 
V. Intervista a Suor Paola Iacovone, vicaria generale della Congregazione da Linda Giannattasio (Fonte Radio Vaticana)
 
""Rinascere dall’alto. Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente". È questo il tema sul quale si sta svolgendo a Loreto il 43.mo capitolo generale della Congregazione delle Suore Ospedaliere della Misericordia. Nello spirito della fondatrice Teresa Orsini Doria - per la quale è aperto il processo di Beatificazione - le Suore Ospedaliere sono impegnate in opere assistenziali in Asia, Africa, Europa e Argentina, rivolte ai poveri e agli emarginati. Linda Giannattasio ha chiesto a suor Paola Iacovone, vicaria generale della Congregazione, qual è il contenuto centrale di questo capitolo:
 
R. – Da ogni capitolo ci si attende sempre un punto di partenza nuovo per rispondere alle esigenze di oggi. Il tema del capitolo è “Rinascere dall’alto”, la famosa frase di Giovanni, cui fa seguito la Lettera ai Romani con “Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente”. E’ quello che l’uscente Consiglio generale ha scelto per voler dare una svolta alla Congregazione: non conformarsi alla mentalità di questo secolo, non nel senso di non essere al passo coi tempi, ma di esserlo in maniera evangelica, secondo quello che Dio vuole da noi, nella realtà del nostro carisma di Suore Ospedaliere della Misericordia, chiamate proprio per un servizio particolare ai bisognosi.

D. – Quali sono le sfide future, per quanto riguarda le attività della Congregazione?

 
R. – La Congregazione si è aperta da circa 40 anni all’internazionalità. Quindi, a livello di membri, è molto internazionale. A livello di presenze, siamo presenti in India e Filippine, per quanto riguarda l’Asia, e in Nigeria, Congo, Camerun, Madagascar e Capo Verde, per quanto riguarda l’Africa, e in Argentina, per il Sud America, con opere assistenziali, non solo con ospedali, ma che coprono altre realtà di povertà nel mondo, come per esempio la presenza nei centri dei lebbrosi, nelle attività sociali, nelle scuole per i poveri, soprattutto in India, e per le bambine di strade di Manila e così via. Quindi, la sfida è proprio quella di rendersi sempre più credibili, vivendo la carità, l’incontrarsi, nel riuscire a dare la nostra testimonianza evangelica, rispettando le culture dei popoli. Quindi, entrare nelle culture per cristianizzarle.
 
D. – Quali sono le differenze, le peculiarità, le necessità di ogni luogo?
 
R. – Il povero è povero, il malato è malato, ma sicuramente l’Asia ha delle sfide maggiori, perché attraversa oggi un periodo di intolleranza religiosa molto forte.
 
D. – Quali sono le difficoltà principali che incontrate in questi luoghi?
 
R. – La nostra opera non è sempre vista come un’opera di carità, ma è vista come un’opera che è mirata alle conversioni, cosa che invece sicuramente non abbiamo in mente. Vorremmo che tutte le persone da noi assistite arrivassero a Cristo, ma la persona umana ci interessa in prima persona."
 
VI. L'Associazione "Teresa Orsini" fondata da Mons. Carlo Caputo
 
"L’Associazione "Teresa Orsini" è stata fondata da Mons. Carlo Caputo nel 2002 con lo scopo di promuovere la formazione spirituale di giovani mamme, sull’esempio della santa Principessa gravinese, nata nel 1788 e morta alla giovane età di 41 anni, mamma esemplare di 4 figli e nobildonna di carità. Incontri di preghiera, giornate di spiritualità, volontariato a servizio dei poveri e dei malati: queste sono le principali attività associative delle mamme che spesso coinvolgono anche i mariti."
 
VI. "In diocesi: Teresa Pamphilj verso la beatificazione" di Federica Cifelli
 
Fonte: RomaSette.it
L'informazione on-line della Diocesi di Roma
 
"Conclusa la fase diocesana del processo per la fondatrice delle Suore Ospedaliere della Misericordia: moglie, madre di 4 figli e sempre dedita alle opere caritatevoli di Federica Cifelli
 
«Sempre presente in ogni ambiente di dolore, pronta nel curare con le sue stesse mani le piaghe del corpo e con la sua comprensione i disagi dello spirito». Il cardinale vicario Agostino Vallini ha ricordato così la figura della fondatrice delle Suore Ospedaliere della Misericordia, Teresa Orsini Doria Pamphilj, di cui si è chiusa venerdì la fase diocesana del processo di beatificazione e canonizzazione. «Per noi - afferma la superiora suor Paola Iacovone - è un momento di grande emozione, che coincide con il 188° anniversario di fondazione della congregazione».
 
Una figura «straordinaria e originale», quella di Teresa: sposa, madre e fondatrice di opere di misericordia. Nata a Gravina, in Puglia, il 23 marzo 1778, Teresa venne inviata ben presto a studiare a Napoli, per trasferirsi poi a Roma nel 1802. Promessa al giovane principe Luigi Andrea Doria Pamphilj, lo sposò il 2 ottobre 1808, divenendo madre di 4 figli. «Ammiratissima e molto stimata», ha sottolineato il cardinale. Nel 1820 si ammalò gravemente. Ebbe l’assistenza della Pia Unione delle Sorelle della Carità di S. Maria ai Monti. «Un’esperienza preziosa che fece nascere in lei il desiderio di mettersi al servizio degli altri».
 
Lo testimoniano le sue numerose iniziative caritatevoli: il primo passo di un progetto ben più ampio, che prese corpo il 16 maggio 1821, con la nascita, nell’ospedale San Giovanni, della congregazione delle Suore Ospedaliere della Misericordia. Giovani donne che si impegnavano a donare la vita a sollievo dei malati, come le figlie spirituali di Teresa fanno ancora oggi in Italia (a Roma al San Giovanni, a Villa Aurelia e alla Mater Misericordiae), ma anche negli Usa, in India, Madagascar, Filippine, Nigeria, Svizzera e Argentina. Consumata da questo fuoco di carità, Teresa si spense il 3 luglio 1829, a 41 anni. Dopo 5 anni le «sue» suore erano già 38. A caratterizzarle, ieri come oggi, il loro quarto voto: l’ospitalità."

18 maggio 2009

 
VIII. Beatificazione di Sr. Maria Raffaella Cimatti delle Suore Ospedaliere della Misericordia
 
 

 
Sr. Maria Raffaella Cimatti
delle Suore Ospedaliere della Misericordia

CAPPELLA PAPALE PER LA BEATIFICAZIONE DI SEI SERVI DI DIO

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II
Sagrato della Basilica Vaticana - Domenica, 12 maggio 1996
 
(Fonte www.vatican.va)
 
" 5. "Sia benedetto Dio... non mi ha negato la sua misericordia" (Sal 65, 20). La Misericordia divina è la chiave di lettura della spiritualità semplice e profonda di Maria Raffaella Cimatti, religiosa delle Suore Ospedaliere della Misericordia. Alla infinita misericordia di Dio, di cui parla il salmista, ella ispirò la sua azione, specialmente nel servizio ai poveri ed ai sofferenti. Questa donna, che oggi viene elevata agli onori degli altari, consumò se stessa nella totale consacrazione a Dio e nel silenzioso e diuturno servizio agli ammalati. Visse con spirito di sacrificio e con sempre pronta disponibilità sia le umili mansioni quotidiane, sia l’ascolto e l’accoglienza di quanti a lei ricorrevano in cerca di consiglio o di conforto, sia i compiti di responsabilità ai quali fu ripetutamente chiamata.
 
Nel nostro tempo, segnato non di rado dall’indifferenza e dalla tentazione di chiudersi di fronte alle necessità del prossimo, questa umile religiosa costituisce un luminoso esempio di femminilità pienamente realizzata nel dono di sé. Essa annuncia e testimonia la speranza evangelica, manifestando a quanti soffrono nel corpo e nello spirito il volto di "Dio, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra tribolazione" (2 Cor 1, 4)."
 
IX. Gravina in Puglia: Evento del 25 settembre 2006 promosso dall'Associazione Teresa Orsini
 
Incontro promosso dall'associazione "Teresa Orsini" di Gravina (Fonte: http://www.gravinaonline.it):
Da ricca che era... Vita e opere di Teresa Orsini Doria - Presentazione del libro di Cristina Siccardi ( San Paolo Edizioni 2006):
 
Presiedette l'incontro Sua Ecc.za Mons. Mario Paciello
Testimonianza di Claudia Koll
Intervennero:
Cristina Siccardi (autrice)
Avv. Rino Vendola (Sindaco di Gravina)
Sr. Aurelia Damiani (Sup. Suore della Misericordia)
Mons. Carlo Caputo
 
Intermezzo musicale a cura di Concetta Aquila (soprano) e Chiara Dimaggio (violino)
 
X. Bibliografia
 
1. Mons. Carlo Caputo (2005). Teresa Orsini – Principessa di Gravina – Mamma esemplare – Nobildonna da carità
2. Siccardi Cristina, San Paolo Edizioni 2006. Sulle tracce della madre. L'eredità spirituale di Teresa Orsini Doria Pamphili Landi
3. Siccardi Cristina, San Paolo Edizioni 2006. Da ricca che era... Vita e opere di Teresa Orsini Doria
Bibliografia: Teresa Orsini Doria - Pubblicazioni di Cristina Siccardi - consom.pdf
 

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Centralino: 06 70496688 - Fax 06 70452142
Ass. Volontari La Cometa onlus: 06 70497270
 
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Ufficio-Aule: 06 70451250 - Fax 06 70474434
 
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Centralino: 06 66419012
Fax 06 66419019
 
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60025 Loreto (AN)
Tel: 071 7501132 - Fax 071 7504905
 

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