Ritratti di Casa Orsini - Mostre
 
PALAZZO VENEZIA
Via Del Plebiscito 118
Roma
Dal 17 maggio all'undici settembre 2005
Gusto ed eleganza nelle corti rinascimentali. Il ritratto dei bambini Orsini
Mostra curata da Maria Selene Sconci
Autore: Tiberio Titi 

Il ritratto dei bambini Orsini. A partire da sinistra, inserito in una nicchia in alto, vediamo il bambino più piccolo, Carlo, di appena tre mesi. Quindi, in piedi, Cosimo, Paolo Giordano, Ferdinando e Alessandro.

Communicato stampa
 
Il Museo Nazionale del Palazzo di Venezia a Roma ospita fino all’11 settembre, nella Sala Altoviti, la mostra Gusto ed eleganza nelle corti rinascimentali. Il ritratto dei bambini Orsini.
L’esposizione offre una rilettura dal taglio originale di uno tra i più interessanti dipinti delle collezioni storiche del Museo che viene affiancato da riproduzioni fedeli degli abiti in esso rappresentati, realizzati per l’occasione dalle esperte mani di sarte professioniste e modiste.
Con l’accostamento tra il dipinto cinquecentesco e la produzione artigianale di qualità, il Museo vuole approfondire la conoscenza dell’antico mestiere dell’artigiano, evidenziandone i legami con le attività dei grandi artisti.
“Gusto ed eleganza nelle corti rinascimentali. Il ritratto dei bambini Orsini” è la prima di una lunga serie di iniziative programmate dalla Direzione del Museo congiuntamente alla Soprintendenza Speciale nelle persone del Prof. Claudio Strinati e della Dr.ssa Selene Sconci, mirate a mantenere vivo l’interesse del pubblico verso la scoperta e la piena valorizzazione delle ricchissime collezioni d’arte conservate nel Museo Nazionale di Palazzo Venezia, Istituzione avviata ad un forte processo di rinnovamento e di rilancio.
“Il ritratto dei bambini Orsini” è un’opera datata 1597 che ritrae i cinque figli, ancora bambini, del Principe Virginio Orsini, duca di Bracciano -immortalati nel castello di famiglia che ancora oggi sorge sul lago laziale- con indosso abiti trapuntati d’oro, di taglio rigoroso desunto dalla moda adulta, costellati di pietre preziose.
Il dipinto, che offre un significativo spaccato di storia del costume dell’età infantile, è il ritratto ufficiale dei cinque nobili fanciulli (Carlo, Cosimo, Paolo Giordano, Ferdinando e Alessandro), presentati sia attraverso l’accuratezza della resa fisiognomica, connessa ad un intento di introspezione psicologica tipica della ritrattistica ufficiale, sia attraverso la fedele descrizione dell’abbigliamento, per evocare il fasto rigoroso e il solenne cerimoniale seguito dall’aristocrazia dell’epoca.
Il dipinto, ascrivibile al pittore toscano Tiberio Titi, autore di altri ritratti di fanciulli illustri ( tra essi i figli del granduca Ferdinando I, cugini degli Orsini), è stato donato al Museo di Palazzo Venezia nel 1926 dal Senatore Giuseppe Frascara e dalla moglie Clarice Frascara Orsini in memoria del loro figlio Angelo.
I costumi esposti in mostra a Palazzo Venezia, realizzati da Angela Aquilini attraverso una ricerca filologica dei tessuti e del taglio sartoriale, restituiscono fin nei dettagli la ricchezza complessiva dello stile e delle finiture. La seta dei costumi, è stata arricchita da passamanerie dorate, da un fitto ricamo di merletti a tombolo e da preziosi bottoni gioiello, assecondando i dettami di una moda cinquecentesca che prescriveva abiti per l’infanzia ricchi e sontuosi ma poco adatti ai vivaci giochi della fanciullezza.
La logica di tale modo di vestire che risultava fortemente costrittivo ed ideologizzato, rispondeva a precise finalità educative per le quali il bambino appartenente ad una nobile famiglia doveva imparare presto a controllare i propri movimenti e ad usare il corpo: questo era considerato infatti quasi uno strumento che doveva presto adattarsi ad esprimere valori ed idee generate dalla mente, solo il capo e le mani infatti risultavano liberi da ogni forma di costrizione. L’abito era inoltre un preciso indicatore della levatura sociale del bambino nonché dettaglio premonitore del suo futuro ruolo sociale, certamente importante e prestigioso.
 
Soprintendente: Claudio Strinati
Ideazione, cura scientifica e coordinamento: Maria Selene Sconci
Ideazione e progettazione dell’allestimento: Mario Grompone
Progettazione ed elaborazione grafica digitale: Gennaro Aliperta, Mario Grompone
Realizzazione costumi: Angela Aquilini
Realizzazione merletti a tombolo: Maria Di Benedetto
Consulenza storico artistica storia del costume: Roberta Orsi Landini, Fondazione Arte della Seta Lisio, Firenze
Ricerca storica famiglia Orsini: Pietro Cannata
Ricerca, redazione schede e visite guidate: Gianni Pittiglio, Flavia Strinati, Carolina Vigliarolo
Ricerca musicale: Marco Puzoni
Realizzazione espositiva: CAVIR-Expo Eventi – Roma
 

 
Il ritratto di Donna Faustina Orsini Mattei fu messo all'asta nel 2004
da ART Casa d'Aste - Genova
La Collezione di un Gentiluomo Savonese
Maioliche, Argenti, Mobili, Dipenti, Oggetti d'Arte
Genova Palazzo Di Negro Via S. Luca, 2
28-29 settembre

Scipione Pulzone
(Gaeta 1550 circa - Roma 1598)
Donna Faustina Orsini Mattei
Olio su tela, 134 x 101 cm
Milano, collezione privata

 

Il ritratto di Donna Faustina Orsini Mattei (Olio su tela, 134 x 101 cm, firmato e datato in basso a destra: Scipion...) ha il numero 370, stima 30.000-40.000 euros, e si trova pagina 82 del catalogo (per una visione più precisa del dipinto). Si legge pagina 81:

"Il benevolo favore che la Fama ha usato nei riguardi di Scipione Pulzone da Gaeta (...) non è di fresca data (...). Si mantiene inalterata, quella rinomanza, da quando il pennello del pittore si adoperava infaticabile a fissare i tratti dell'alta società di Roma". Questo l'incipit di Federico Zeri (1) al suo noto saggio "Pittura e Controriforma. L'Arte senza tempo" di Scipione Pulzone da Gaeta (1957) (2). Il critico non conosceva il Ritratto di Faustina Orsini Mattei, che apparve in un'asta a Roma tra il 1984 e il 1985 con attribuzione a Lavinia Fontana (3). Lo segnala Maria Teresa Cantaro nella monografia dedicata alla pittrice (1989) in una scheda assai circostanziata, pur essendo l'opera nota alla studiosa solo per il tramite di una fotografia, che non rivelava peraltro la data e la firma apparse nell'ultimo recente restauro. La Cantaro prendeva le distanze dalla tradizionale attribuzione antiquariale, a favore di un deciso accostamento all'opera di Scipione Pulzone "nella fase della tarda attività". Il riverlarsi della firma a seguito dell'ultimo intervento di pulitura consente di confirmare questa intuizione e di annoverare il ritrato tra quelli più significativi nell'opera del maestro.

Faustina Orsini Mattei, figlia di Pierfrancesco Orsini e di Giulia di Galeazzo Farnese, aveva sposato Fulvio (4) Mattei, barone di Paganica;....
Risultano poco leggibili le due ultime cifre della data, sicché una proposta di cronologia si potrà avanzare sulla base dei dati biografici della gentildonna, unitamente all'analisi stilistica. Faustina mori a 37 anni nel 1594. I primi anni Novanta del Cinquecento paiono il circoscritto arco temporale in cui inscrivere l'esecuzione di questo squisito ritratto che si mostra del tutto affine a quello datato 1591 della Gentildonna segnalato da Zeri già nella collezione Klein à New York. Stesso impianto scenico, analoga trattazione "tattile" per la stoffa della tenda che, a detta di Zeri "serve a suggerire il trompe-l'oeil del quadro nel quadro", esopratutto il superamento della Maniera in vista di un nuovo classicismo: "il superamento dell'antico modulo verso la condizione del ritratto personale, vivificato dalla curiosità per il personnaggio, per il suo carattere e per l'ininterrotto divenire del suo mondo interiore".
 
(1) Fondazione Federico Zeri - Università di Bologna
(2) F.Zeri, Pittura e Controriforma. L'arte senza tempo di Scipione Pulzone da Gaeta, Torino 1957
(3) Lavinia Fontana (Bologna 1552-Roma1614)
(4) Si tratta di "Fabio Mattei (+ ca. 1616), Conservatore di Roma nel 1594 e nel 1600 m. Faustina Orsini (* 1557 + Roma 17-4-1594) (v.), figlia di Pierfrancesco detto Vicino (* 1523 + Bomarzo 28-1-1585), Signore di Bomarzo e di Giulia Farnese dei Signori di Latera e di Isabella dei Conti dell’Anguillara (* Latera 1527 + Bomarzo 1-1557)"
vide "Orsini di Mugnano, di Penna e Orsini de’ Cavalieri" a cura di Davide Shamà (www.sardimpex.com)
 
Il ritratto e' stato presentato nel contesto dell'esposizione "L'inquietudine del volto da Lotto a Freud, da Tiziano a De Chirico" a cura da Vittorio Sgarbi, dal 12 novembre 2005 al 12 febbraio 2006.
 
Regione Lombardia
Direzione Generale Culture, Identità e Autonomie della Lombardia
L'inquietudine del volto da Lotto a Freud, da Tiziano a De Chirico
a cura da Vittorio Sgarbi
dal 12 novembre 2005 al 12 febbraio 2006
Bipitalia City - Via Polenghi Lombardo, 13 Lodi
 
Questa esposizione sul "ritratto interiore" ha presentato una selezione di 100 opere "dal Cinquecento ad oggi, di maestri antichi come Lorenzo Lotto, Tiziano, Bartolomeo Passerotti, El Greco, Guercino, Ferdinand Voet, Frà Galgario, Giacomo Ceruti, Vincenzo Vela, e di artisti del Novecento e contemporanei, fra cui Adolfo Wildt, Giorgio De Chirico, Oscar Ghiglia, Fausto Pirandello, Antonio Ligabue, Andy Warhol, Arturo Nathan, Enrico Colombotto Rosso, Gianfranco Ferroni, Tullio Pericoli, Maurizio Bottoni,Alessandro Kokocinski, Aron Demez, e naturalmente Lucien Freud." (testo tratto dal sito LombardiaCultura)
 
"La mostra è promossa dalla Provincia di Lodi, con il supporto della Banca Popolare Italiana e il patrocinio e la collaborazione del Comune di Lodi."
 

Il talento straordinario di Tiziano (1488/90-1576) ritrattista in mostra a Parigi:
Le Sénat présente Titien Le Pouvoir en Face "Tiziano - Il potere del ritratto"
Curata da Nicola Spinosa, Tullia Carratù e Morena Costantini
Musée du Luxembourg 13 septembre 2006 - 21 janvier 2007, 19 rue de Vaugirard 75006 PARIS
Le Pouvoir
L’empereur, les Rois et le Pape
Charles Quint, Philippe II, François Ier, Paul III
Les Cours d'Italie
Parme et Plaisance: Alessandro Farnese en armure, cardinal Alessandro Farnese - Ferrare et Mantoue: Isabelle d’Este, Alfonso Ier d’Este, Portrait d’homme en armure (Ferrante Gonzaga ?), Federico II Gonzaga, 1er Duc de Mantoue - Urbino: Francesco Maria della Rovere, Vincenzo Cappello, Guidobaldo II Francesco della Rovere et son fils Francesco Maria II - Venise: Doge Nicolò Marcello, Doge Marcantonio Trevisan - Autres personnages publics: don Diego Hurtado de Mendoza, Cristoforo Madruzzo, Commandant Gabriele Tadino, Gian Girolamo Grumelli dit “le Chevalier en rose", Nicolas Perrenot de Granvelle
La Société Contemporaine
Les Amis Humanistes et les Intellectuels
Aretin, Baldassarre Castiglione, Antonio Anselmi, le chevalier à l’horloge, Cardinal Pietro Bembo, Sperone Speroni,
“l’Ami singulier du Titien”
La Noblesse et la Bourgoisie
Nicolo Orsini 1561 (huile sur toile, 87 x 70.5 Baltimore, The Baltimore Museum of Art), Giovanni Paolo Cornaro delle Anticaglie,...
L'Univers Féminin
Anna Eleonora Sanvitale, Laura Dianti, Clarice Strozzi,... (6 novembre 2006)
 

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